Il numero 2 del mondo ha dimostrato di non essersene mai andato e tutti coloro che avevano parlato di crisi devono ammettere il loro errore

Jannik Sinner non se ne era mai andato. Coloro che avevano parlato di crisi dopo i primi due tornei della stagione, si sbagliavano, e ci ha pensato lo stesso campione azzurro a fugare ogni dubbio trionfando al Masters 1000 di Indian Wells. In questo modo, il 24enne altoatesino ha conquistato l’unico ‘big title‘ sul cemento che ancora gli mancava ed è riuscito in questa fantastica impresa prima ancora di aver compiuto 25 anni. Il numero 2 del mondo ha dimostrato ancora una volta tutta la sua enorme professionalità, arrivando in California con largo anticipo per abituarsi alle condizioni ed evitare di soffrire il caldo estremo.
La finale contro un ritrovato Daniil Medvedev ha certificato la grandezza di Jannik nei momenti decisivi, avendo fatto la differenza in entrambi i tiebreak con la sua proverbiale freddezza. L’italiano ha anche mandato un messaggio al suo grande rivale Carlos Alcaraz, eliminato in semifinale proprio da Medvedev, che gli ha inflitto la sua prima sconfitta stagionale dopo 16 vittorie consecutive. Il distacco tra Alcaraz e Sinner è ora diminuito a 2150 punti e l’imminente Miami Open sarà molto importante anche in quest’ottica. L’azzurro non aveva partecipato al torneo della Florida lo scorso anno per la ben nota sospensione, mentre l’iberico si era fermato già al secondo turno contro il veterano belga David Goffin.
Nel frattempo, l’altoatesino è diventato il primo giocatore dal 1990 – anno in cui sono stati ufficialmente introdotti gli odierni Masters 1000 – ad aver vinto due tornei consecutivi di questa categoria senza perdere nemmeno un set. La sua ‘run’ nel deserto californiano è stata immacolata, così come lo era stata quella al Masters 1000 di Parigi sul finire dello scorso anno. Il prossimo obiettivo di Jannik sarà quello di completare il ‘Sunshine Double‘, aggiudicandosi anche il Miami Open. L’ultimo a realizzare questa impresa è stato Roger Federer nel 2017, che è passato alla storia come una delle stagioni più brillanti della carriera della leggenda svizzera.

