Le parole del numero due al mondo dopo il successo su Carlos Alcaraz, che è valso il titolo di Maestro per il secondo anno consecutivo

Foto di Ray Giubilo

TORINO – «Cosa ho provato dopo il match point? Tanto sollievo per la vittoria dopo una battaglia così, una sensazione molto più forte rispetto al successo di un anno fa. Era l’ultima partita della stagione ed è stata la conclusione migliore. E’ stato bello poi vedere tanta emozione sugli spalti, sono contento di regalare agli appassionati qualche momento positivo». Il solito atteggiamento misurato, Jannik Sinner sembra voler rendere normale quello che evidentemente normale non è, l’ennesima impresa di un ragazzo che a 24 anni sta riscrivendo la storia del tennis italiano. «La mia forza? Crederci sempre, anche nei momenti più difficili della stagione o delle partite. E comunque la conferma che il lavoro che io e il mio staff stiamo portando avanti è quello giusto. Dopo New York ho alzano il livello del mio gioco, ora arriva un mese importante, dicembre, dove getteremo le basi per la nuova stagione». Dopo un 2025 così, i sei tornei conquistati. le finali raggiunte in tutti gli Slam e pure nelle Finals, viene facile pensare alle due paroline che fanno parte della leggenda del tennis. «Grande Slam? Non ci penso, sarebbe sbagliato farlo – la risposta piccata di Jannik – io gioco per migliorare e per vincere, certo, ma non si può sempre battere tutti. In Australia darò il massimo, ma non voglio pormi questi obiettivi».

La partita con Alcaraz ha avuto momenti entusiasmanti. «Sì, preparavamo a questo match da tempo, e credo che sia stata una bella partita, malgrado qualche errore da parte nostra. Nel secondo set ero un po’ stanco, ma ho giocato bene nei momenti decisivi». Il pensiero va al set point annullato sul 5-6 del primo set, grazie ad una gran botta sulla seconda palla di servizio. «Cosa ho pensato dopo aver sbagliato la prima battuta? Che ne avevo già tirate due, di seconde palle, sbagliandole. E allora ho scelto di rischiare, di cambiare, ed è andata bene. Nelle partite c’è posto anche per la fortuna, però bisogna sapersela meritare…». Chiusura telegrafica sulla Coppa Davis («la seguirò ma da lontano») e sull’anello indossato da Laila, la sua fidanzata. «No, su questo io non c’entro nulla…», e le sue guance diventano di porpora.