L’azzurro in conferenza stampa ha parlato anche di Zverev: “Ha cambiato un paio di cose, ma mi sono fatto trovare pronto”.

Foto di Felice Calabrò

Jannik Sinner è un rullo compressore: 6-4 6-3 ad Alexander Zverev per prendersi la qualificazione in semifinale e il primo posto nel girone con una giornata d’anticipo. Una freddezza glaciale sulle sette palle break, con sei servizi vincenti e un punto risolto velocemente sempre con la prima. Il n.2 del mondo tiene quindi ancora acceso l’obiettivo di chiudere il 2025 in testa al ranking.

Queste le considerazioni in conferenza stampa del tennista altoatesino: “Il match è stato molto equilibrato, ha avuto tante palle break tra primo e secondo set, ma io ho servito molto bene in questi momenti, mi sono fatto trovare pronto in queste situazioni e sono contento di come ho giocato, penso sia stata una bella partita da ambo le parti“.

Sinner ha parlato di qualche cambiamento tattico da parte di Zverev: “Bisogna essere pronti, perché io sono cambiato quando ho perso alcune partite di fila. Sono sceso in campo cercando di fare qualcosa di diverso. A un certo punto ti accorgi che certe cose funzionano. Ho avuto la sensazione che oggi abbia cambiato un paio di cose, ma ero pronto a gestirle. Ma se non avessi servito come ho servito nei punti importanti, non so cosa sarebbe potuto succedere. Su un paio di punti ho vinto il primo set e su un paio di punti ho vinto il secondo set. Da fondocampo lui ha giocato bene, ma sono stato perfetto tatticamente e abbiamo preparato bene il match”.

Qualche considerazione sul servizio: “Il punto diretto con il servizio non deve essere per forza un ace, può essere un servizio al corpo, un kick per poi attaccare con il colpo dopo, non entro in campo per fare un certo numero di ace. L’importante è non servire sempre in modo uguale, spesso faccio gli ace servendo a 180 o 190, non ce la faccio a servire a 220 e non servo a una velocità altissima. Sto servendo con un’ottima percentuale sui punti importanti e quello sta facendo la differenza”.

Sulla questione n.1 e la sfida tra Musetti e Alcaraz di domani sera: “Domani sera faccio la mia cena tranquilla, poi se domani giocano mi piace vedere il tennis da spettatore, ma numero 1 o non numero 1 penso che non sia importante, è stata una stagione pazzesca con soli 12 tornei. Se se lo merita lui va bene, sennò ce lo giocheremo più avanti. Quello che esce esce, intanto sono contento di essere arrivato in semifinale e di poter giocare altri due match qua a Torino che è un torneo speciale.”

E’ stato chiesto anche se apporterà o meno dei cambiamenti al servizio durante la preparazione: “Nella preparazione non si possono fare delle magie, il primo torneo sarà direttamente l’Australian Open e ci sarà subito la pressione del torneo. Vedremo cosa riuscirò a fare con il servizio, l’indoor ti aiuta perché non c’è vento e non c’è nessuna difficoltà, puoi fare anche le finte. Intanto finiamo così l’anno e poi vediamo se lavorerò o meno sul servizio”.

Sul calore del pubblico su alcuni punti di qualità: “Il pubblico penso che percepisca il momento in cui arriva il colpo bello, il passante sul 4-2 era un momento chiave per cercare di chiudere la partita, è difficile dire qual è stato il colpo più bello e dipende soprattutto dal momento in cui questo colpo arriva. Un ace, un doppio fallo o un bel punto, è sempre un punto“.