I primi due giocatori del ranking si troveranno nuovamente l’uno contro l’altro 55 giorni dopo l’ultimo atto delle ATP Finals, con un compenso che è di poco inferiore a quello assegnato al vincitore degli Australian Open

Jannik Sinner e Carlos Alcaraz sono pronti a ritrovarsi nuovamente sul campo da tennis, 55 giorni dopo l’ultimo atto delle ATP Finals che ha segnato la fine della stagione 2025. Nella giornata di sabato 10 gennaio, alle ore 8:00 italiane, i primi due del ranking si ritroveranno infatti all’all’Inspire Arena di Seoul per disputare un match esibizione, un delizioso antipasto in vista degli Australian Open. Entrambi probabilmente non giocheranno a carte totalmente scoperte e non vorranno mostrare tutto il lavoro svolto durante l’off-season, ma certamente non mancherà lo spettacolo e sarà in ogni caso una bella occasione per vedere nuovamente in azione Jannik e Carlos (diretta in Italia su Sky Sport e SuperTennis).
In molti hanno faticato a comprendere le ragioni che hanno spinto Sinner e Alcaraz ad accettare la proposta di sfidarsi a Seoul, con gli Australian Open che inizieranno tra poco più di una settimana. Le ragioni, come spesso accade quando si parla di un’esibizione, devono essere ricercare nel piano economico: come raccontato da La Gazzetta dello Sport, alcune voci molto attendibili avrebbero rilevato che Sinner e Alcaraz dovrebbero ricevere un compenso vicino ai 2 milioni di euro a testa per la partecipazione. Per usare un termine di paragone, se uno dei due dovesse riuscire a trionfare agli Australian Open riceverebbe un assegno dal valore di 2,4 milioni di euro (300.000 euro in più rispetto alla scorsa edizione).
Si tratta probabilmente del segreto di pulcinella, ma è inevitabile che le motivazioni che spingono tutti i giocatori – non soltanto Sinner e Alcaraz – ad accettare di partecipare all’esibizioni è il guadagno che se ne ricava sul piano economico. Sul lungo periodo, probabilmente, questo potrebbe diventare un problema per il circuito professionistico, se i giocatori dovessero iniziare a programmare la loro stagione in maniera differente per cercare di giocare più esibizioni possibili. La contro mossa che si può attuare? Cercare una migliore distribuzione degli utili che gli stessi giocatori contribuiscono a generare nei tornei ufficiali, così che il ‘dio denaro’ non possa esercitare troppo facilmente il suo fascino.


