Il numero 2 del mondo proverà a vincere il suo terzo Australian Open di fila, un’impresa titanica che è riuscita soltanto a Nole Djokovic nell’Era Open

Foto di Ray Giubilo

Jannik Sinner si appresta ad iniziare la sua difesa del titolo agli Australian Open, con l’obiettivo di realizzare una storica tripletta dopo le vittorie nel 2024 e nel 2025. Il fuoriclasse azzurro è considerato l’uomo da battere anche in questa edizione, che avrà inizio domenica 18 gennaio, e dovrà stare attento fin dai primi turni perché gli avversari non avranno nulla da perdere. Il numero 2 del mondo non ha disputato tornei ufficiali per avvicinarsi all’Happy Slam, ma ha destato sensazioni positive nell’esibizione odierna contro Felix Auger-Aliassime (nonostante abbia perso un set). Il 24enne altoatesino farà il suo esordio lunedì 19 o martedì 20 contro il francese Hugo Gaston.

Nella tradizionale conferenza stampa pre-torneo, il campione in carica ha spiegato di aver lavorato duramente nel corso della off-season: “Ci siamo concentrati soprattutto sulla transizione verso rete e abbiamo apportato un paio di modiche al servizio, ma si tratta di piccoli dettagli. Abbiamo lavorato parecchio anche a livello fisico, dato che i match possono diventare lunghi nei tornei dello Slam ed è necessario farsi trovare pronti. La stagione è abbastanza lunga, quindi è fondamentale saper gestire il proprio corpo.” Jannik ha parlato anche della decisione di Darren Cahill di restare nel team per un altro anno: “Lui è importantissimo per tutti noi, oltre ad avere enorme esperienza in questo ambito. Ormai mi conosce non soltanto come atleta, ma anche come persona. Si può dire che Darren è il papà del team, mi fa sentire al sicuro ed è bello averlo con noi. Vediamo cosa succederà in questa stagione.”

Sinner ha poi commentato le recenti dichiarazioni di sua maestà Roger Federer, che ha affermato di essersi rivisto in Grigor Dimitrov quando il bulgaro ha affrontato l’azzurro a Wimbledon l’anno scorso. “Mi sarebbe piaciuto molto affrontare Roger in una partita ufficiale, ma sono arrivato un pelo troppo tardi” – ha detto il pusterese. “Sicuramente Federer giocava in maniera abbastanza simile a Grigor, pur essendo diversi in molti aspetti. Dimitrov ha giocato benissimo a Londra l’anno scorso, variando tantissimo il ritmo degli scambi ed evidenziando le mie debolezze su quel campo. Abbiamo lavorato molto su quella parte lì durante la preparazione invernale.” L’ex numero 1 del mondo ha infine esternato il suo amore per la competizione: “Mi serve nella vita di tutti i giorni, altrimenti finisco per annoiarmi. Cerco di alzare il livello in qualsiasi cosa che faccio, provando spesso cose nuove e mettendomi alla prova con gente di qualsiasi livello.”