La giapponese, in un vero e proprio défilé per il suo ingresso in campo, lascia tutti a bocca aperta

Con Naomi Osaka sembra che il Met Gala si sia trasferito a Melbourne Park! Nessuno come lei riesce a trasformare il campo centrale di uno Slam in una passerella per un défiléd’eccezione e, spesso, stravagante. Il suo ingresso in campo per il match d’esordio contro la croata Ruzic non è stato soltanto una sfilata di moda ma un vero e proprio colpo di scena!
Dal tunnel che conduce alla Road Laver Arena, Naomi apparecome una visione surreale ed evanescente, con un incedere lento, da indossatrice esperta, con lo sguardo rivolto verso il basso.
Ma che cosa significa?
Innazitutto, il cappello. Proprio così, la giapponese indossa un cappello tutto bianco, a falde molto larghe che le copre quasi del tutto il volto, sulla cui parte superiore è applicata una farfalla, anch’essa bianca. Lo stesso cappello è avvolto da una veletta che le copre il viso e le scende dietro le spalle come un velo da sposa dallo strascico lunghissimo.
E poi l’ombrellino. Già, al posto del borsone da tennis, la campionessa tiene in mano un parasole, anch’esso bianco candido e largo. Naomi sembra una dama misteriosa e leggiadra, che potrebbe ricordare una sorta di Madame Butterfly (nonostante il cappello al posto degli ornamenti per le acconciature tradizionali giapponesi).
Le sorprese, però, non sono finite.
Il vestito vero e proprio è composto, innazitutto, da una lungacanotta con sfumature azzurro celesti – il cui effetto cromatico ricorda l’acqua di una laguna blu – con volant trasversali e da cui si staccano leggere striscioline svolazzanti (come i tentacoli di una medusa). Il top viene ad appoggiarsi su una larga gonna bianca a piegoline, dalla lunghezza asimmetricafino alle ginocchia. Infine, dello stesso identico modello della gonna, un’amplissima gonna pantalone – anch’essa bianca e a piegoline – copre le gambe della n. 17 del mondo.Nell’insieme, questo abito a tre pezzi, ricorda un lungo e leggero copricostume ma, con un po’ di immaginazione, potrebbe suggerire anche una sorta di kimono.
In realtà, Naomi ha voluto ricordare la grazia sospesa e fluttuante di una medusa, le “jellyfish” tanto amate sin dabambina. E le meduse non sono dotate anch’esse di ombrello, velo e tentacoli? Ma non è ancora finita perché, al momento di giocare, via il cappello, l’ombrellino, il velo e la gonnapantalone: resta soltanto la lunga canotta che, in realtà, è un vestitino da tennis, con il quale Naomi disputerà il match. Le scarpe sono della stessa tinta dell’abito. Ad ultimare questo outfit complesso, c’è una giacchetta corta indossata sopra l’abitino per il riscaldamento in campo, della stessa tinta e fantasia marina, con tanto di nastri-tentacoli e volant di un giallino chiaro chiaro.
Dietro la creazione di questo outfit firmato Nike, a dir poco originale – e forse eccessivo – c’è la stessa Naomi, con il contributo dello stilista Robert Wun, londinese ma originario di Hong Kong. Ad ispirare la quattro volte campionessa Slam è la natura stessa: le onde del mare e soprattutto, come detto,le meduse, ovviamente nell’accezione più aggraziata. L’idea della farfalla invece nasce dall’esperienza vissuta dalla Osaka all’Australian Open 2021 – suo quarto titolo major – quando una bellissima farfalla variopinta le si posò sul volto e sulla mano durante il match contro Ons Jabeur. Osaka non nasconde la sua passione per una natura dolce e delicata e le sue creature gentili ed eleganti. E poi l’acqua, la cui freschezza e preziosità vengono omaggiate dall’abito: “Immaginavo che l’ingresso in campo potesse essere un po’come guardare l’oceano e le onde”, ha detto Naomi in un’intervista alla WTA. Così come ha ammesso di aver preparato da mesi e nei minimi dettagli l’ingresso in campo: “Non sapevo se le linee del completo fossero adatte e se fosse possibile camminare con un abito così; e poi temevo che l’ombrellino non passasse nel tunnel che conduce al campo”.
Tutto ciò accade proprio nel giorno in cui è venuto a mancare il “Goat” della moda. Chissà cosa avrebbe pensato Valentino della “medusa” Naomi…

