L’ex campione russo sta aiutando il suo connazionale a dare una svolta positiva alla sua carriera, che si è un po’ avvitata su se stessa

Andrey Rublev ha ingaggiato Marat Safin con l’obiettivo di rilanciare la sua carriera. Quest’obiettivo è stato raggiunto soltanto parzialmente finora, visto che il russo è ancora vittima di troppi alti e bassi. Se non altro, il nativo di Mosca ha imparato a gestire meglio le emozioni in campo e sembra più tranquillo. Avere al fianco il suo illustre connazionale ha dato una nuova prospettiva all’attuale numero 13 del mondo, che aveva capito di aver bisogno di qualcosa di diverso per rendere il suo gioco maggiormente imprevedibile.
Safin è stato ospite nell’ultimo episodio del ‘BestTennisPodcast‘, condotto da sua sorella Dinara, in cui ha parlato a lungo del processo di maturazione di Andrey. “Il tuo modo di giocare è spesso la fotografia del tuo carattere. Giochi come sei” – ha esordito Marat. “Rublev è un ragazzo pieno di energia, ma non sa bene dove incanalarla. Tende a disperderla in tutte le direzioni possibili. Il nodo della questione non è migliorare il dritto o il rovescio, non funziona così. SI deve entrare in una dimensione psicologica molto più sfumata, al cui interno ci sono quei dettagli che fanno la differenza” – ha aggiunto.
L’ex campione russo ha concluso il suo ragionamento: “Andare a smussare quei piccoli dettagli non è semplice, perché stiamo parlando di un giocatore già evoluto. Bisogna avere la forza di riprogrammare tutto, rompendo vecchi schemi e liberando il proprio spazio interiore. Ad Andrey manca ancora fiducia in se stesso. Deve capire che o è vittima o è artefice del suo destino, non c’è una terza opzione.”
Rublev sarà uno degli outsider di lusso nell’edizione 2026 di Wimbledon, su una superficie che si adatta bene alle sue caratteristiche. Il russo si era fermato negli ottavi lo scorso anno, cedendo in quattro set a Carlos Alcaraz dopo aver sfoderato un’ottima prestazione.

