L’attuale numero 1 del mondo ha dovuto attraversare un momento particolarmente difficile prima di diventare la regina del tennis femminile

Foto di Ray Giubilo

Aryna Sabalenka è la regina del tennis femminile ormai da diverso tempo, ma la sua ascesa ha avuto alcuni intoppi e non è stato così facile per lei capire quale fosse la strada giusta da prendere. La campionessa bielorussa ha fatto un lavoro pazzesco dentro e fuori dal campo negli ultimi anni, trovando quella stabilità che aveva sempre rappresentato il suo punto debole in passato e circondandosi di persone su cui poter sempre contare. Ciò le ha permesso di superare di slancio anche i momenti più duri, fino a prendersi lo scettro del circuito WTA e diventare la giocatrice di battere in ogni torneo a cui partecipa.

In una lunga intervista concessa ad ‘Esquire‘, la giocatrice di Minsk ha raccontato nel dettaglio la sua evoluzione: “Le persone sono abituate a vedermi come una giocatrice aggressiva e dirompente in campo, ma fuori dal rettangolo di gioco sono completamente diversa. Ho imparato a bilanciare le mie due personalità davvero bene, anche se ci è voluto del tempo per aggiustare tutti i dettagli. Esiste una linea oltre la quale diventi una persona sgradevole e non va mai oltrepassata.”

La definitiva consacrazione di Aryna è stata preceduta da una grave crisi: “Il 2022 è stato forse l’anno peggiore della mia carriera, ho vissuto un incubo che non augurerei neanche al mio peggior nemico. Mi sforzavo con tutta me stessa, ma ero arrivata al punto in cui volevo mollare. Mentalmente è stata durissima, ma sono orgogliosa di aver risalito la china e ciò mi ha reso più forte. Quella lezione è stata davvero importante per me e cerco di non dimenticarla.”

La numero 1 del mondo adora divertirsi dopo un grande successo e non ne fa mistero: “Non sono solita bere o fare baldoria durante i tornei, ma mi piace festeggiare quando vinco un titolo importante. La vita da atleta impone delle regole, ma non bisogna rinunciare a tutto, altrimenti si rischia di andare in crisi.”