Il tennista norvegese è il primo semifinalista a Roma ed ha evidenziato ancora una volta la sua continuità di risultati.

Foto di Ray Giubilo

ROMA – Casper Ruud, il piazzato sicuro. Non è un campionissimo, il ventisettenne norvegese, ma può vantare tre finali Slam (2 a Parigi e una a New York), è arrivato secondo nelle Finals del 2022 ed anche se ha vinto un solo “Masters 1000” (Madrid 2025) se è in forma è un avversario difficile da battere, almeno sui campi rossi. A Roma l’ex numero due al mondo è appena arrivato per la quarta volta in semifinale, dopo quelle del 2020, 2022 e 2023, quando perse due volte da Djokovic e l’ultima da Rune, battendo Khachanov (6-1 1-6 6-2) in una partita strampalata, sospesa per pioggia sull’1-0 al secondo set per il ragazzo di Oslo che alla ripresa ha subito un parziale di 0-6 dal russo prima di riprendere il controllo della partita.


Da specialista della terra battuta, Ruud è il giocatore che dal 2020 ha vinto sul “rosso” più partite (138, secondi sono Alcaraz e Zverev a quota 108), tornei (12), e vanta anche il maggior numero di finali raggiunte (17, alla pari di Carlitos). Dopo un inizio di stagione un po’ così – non aveva mai superato i quarti di finale prima di arrivare al Foro Italico – Ruud era scivolato dal 12° posto di fine 2025 al 25° attuale. Ma la semifinale romana gli garantisce almeno un progresso di cinque posizioni. «Sono felice per la vittoria – le parole di Casper dopo il successo su Khachanov – ho avuto un piccolo calo dopo la sospensione per pioggia ma nel primo e terzo set ho giocato il mio miglior tennis degli ultimi mesi. E questo mi fa ben sperare per la semifinale».