Dopo un inizio di stagione folgorante, il numero 1 del mondo ha manifestato segnali di nervosismo e insofferenza durante i Masters 1000 di Indian Wells e Miami

Foto di Ray Giubilo

Dopo un inizio di stagione impeccabile, Carlos Alcaraz ha accusato i sintomi di un lieve calo nei primi due Masters 1000 della stagione. Reduce dai trionfi agli Australian Open e all’ATP 500 di Doha, il numero 1 del mondo sperava di allungare la sua striscia vincente e Indian Wells è sempre stato uno dei suoi tornei preferiti. Tutti si aspettavano che raggiungesse almeno la finale, invece la sua corsa a ‘The Tennis Paradise‘ si è conclusa contro uno strepitoso Daniil Medvedev nel penultimo atto. Il russo ha sfoderato una prestazione eccezionale in California, sorprendendo Carlitos e obbligandolo a subire un ko inatteso.

Il 22enne spagnolo non è riuscito a risollevare la testa al Miami Open, se si considera che è uscito di scena già al terzo turno contro un Sebastian Korda particolarmente ispirato. Il sette volte vincitore Slam ha mostrato alcuni segnali di insofferenza durante il match contro l’americano, infatti a deciso di prendersi una piccola pausa prima di iniziare ad allenarsi sulla terra rossa. Il nativo di Murcia dovrà difendere tantissimi punti sulla sua superficie preferita e avrà grande pressione già al Masters 1000 di Monte Carlo, dove potrebbe essere scavalcato da Jannik SInner in vetta al ranking ATP.

Durante l’ultimo episodio del suo podcast, l’ex campione britannico Greg Rusedski ha spiegato cosa sta condizionando Alcaraz in questo periodo: “Dal mio punto di vista, ha giocato un po’ troppo negli ultimi mesi. Non ha svolto una vera pre-season, dal momento che ha fatto diverse esibizioni negli Stati Uniti e una anche in Corea del Sud prima degli Australian Open. Non ha mai tolto il piede dall’acceleratore e tutti vogliono batterlo, essendo il numero 1 al mondo. Quando giochi così tanto, può esserci il rischio di annoiarsi un po’ e di perdere motivazione.”

A tal proposito, Rusedski ha consigliato a Carlos di seguire un esempio illustre: “Roger Federer era un maestro nel gestire la sua programmazione. Ha avuto una carriera lunghissima e dominante, pur senza giocare troppi tornei. Disputava magari 12 eventi all’anno e sollevava 7 titoli, il che lo rendeva fresco e motivato ogni volta che scendeva in campo. Io penso che Alcaraz giochi troppe esibizioni. C’è bisogno di periodi in cui ricaricare le pile, indipendentemente da quanto tu sia forte. Se il tuo livello si abbassa anche solo del 2-3%, giocatori come Medvedev o Korda possono farti male.”