Un impegno che non si limita alle sole gare. Grazie alle loro fondazioni ed eventi caritativi, numerosi atleti sono in prima linea anche fuori dal campo, dimostrando impegno e solidarietà a favore dei meno fortunati

Anno nuovo, vita nuova. I giocatori si lasciano alle spalle il 2025 e sono pronti ad inseguire nuovi traguardi in quello che sarà un tourbillon di successi e sconfitte, progressi e delusioni. Ma per molti tennisti non ci sono solo i trofei: essere campioni significa anche agire per un mondo migliore ed utilizzare la propria visibilità per recare un contributo significativo alle persone meno fortunate e in difficoltà. Sono numerosi i protagonisti del tennis che hanno fondato organismi ed associazioni per venire in aiuto ai più deboli ed organizzano regolarmente iniziative di beneficenza e raccolta fondi. Anche in questo, i Fab Four continuano a dare un grande esempio. Tre di loro – Federer, Nadal e Murray – nonostante l’addio al tennis giocato, tramite le loro fondazioni sono ancora in prima linea con iniziative ed eventi atti a promuovere salute, sport e istruzione. Anche Djokovic, l’unico a calcare ancora i campi del tour, con la sua “Novak Djokovic Foundation” svolge un ruolo molto significativo per i bambini serbi, grazie ad un vasto programma per garantire loro istruzione, tecniche di insegnamento all’avanguardia e nuove strutture scolastiche.
Il campione di altruismo del 2025 è Andrey Rublev. Il 28enne russo, ex n. 5 del mondo e attuale n. 16 in classifica, a fine stagione è stato insignito del più significativo tra gli ATP Awards, l’Arthur Ashe Humanitarian Award che, in passato, ha premiato la generosità di campioni del calibro di Federer, Nadal, Murray, Djokovic e Agassi, per citarne alcuni. Nel marzo 2024, Rublev ha infatti fondato l’ “Andrey Rublev Foundation”, organismo che viene in aiuto ai bambini affetti da malattie gravi e in difficoltà. Molto significativa, a tal proposito, è la partnership della fondazione con l’ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma che il russo ha visitato personalmente nel 2025, durante gli Internazionali BNL d’Italia, incontrando lo staff medico e recando doni ai bimbi ricoverati. Andrey è diventato inoltre voce autorevole nel dibattito sui problemi legati alla salute mentale avendo egli stesso incontrato, nel recente passato, alcune difficoltà sulla gestione dello stress e della tensione in gara. Un’esperienza che Rublev ha raccontato apertamente nel documentario promosso dall’ATP, “Breaking Back”. Il russo è impegnato nel ‘250’ di Hong Kong e sabato 10 gennaio sfiderà Lorenzo Musetti nella loro prima semifinale della stagione.
Anche il nostro Jannik Sinner ha voluto dare l’esempio. La “Jannik Sinner Foundation” (2025) nasce dalla “convinzione che l’educazione e lo sport possono cambiare la vita di un bambino”. Un programma che ha come scopo quello di accompagnare e supportare tanti bambini nel costruirsi un futuro puntando su sport e salute. La Fondazione è stata presentata a Milano nel settembre 2025, alla presenza di Jannik stesso, del suo team e di alcune celebrità come Andrea Bocelli e Flavio Briatore, grandi amici dell’altoatesino. Questi, ricordiamolo, disputerà il primo incontro del 2026 a Seoul, sabato 10 gennaio, per l’esibizione “Hyundai Card Super Match”, nella prima sfida dell’anno con Carlos Alcaraz.
Benessere e salute sono anche al centro della fondazione di Alexander Zverev. Affetto da diabete di tipo 1, il n. 3 del mondo nel 2022 ha creato la “Alexander Zverev Foundation”, impegnata nel supportare ed accompagnare bambini ed adolescenti colpiti dal diabete di tipo 1. Lo scopo principale della Fondazione è quello di fornire l’insulina e i farmaci necessari ai malati, in Europa e in alcuni paesi in via di sviluppo. Non solo. Zverev, insieme al fratello Mischa e ai genitori, ha l’obiettivo di finanziare dei progetti che “favoriscano lo sviluppo della personalità, le attitudini sportive e uno stile di vita sano per i bambini affetti dalla malattia”. Sasha, a cui è stato diagnosticato il diabete di tipo 1 all’età di quattro anni, non solo ha imparato a conviverci ma è riuscito a raggiungere i massimi livelli nel tennis: “Intendo mostrare che nonostante questa malattia, possiamo andare lontano; voglio essere un modello per i bambini malati ma anche per quelle persone che possono ancora evitare di venire colpiti dal diabete di tipo 2” spiega Sasha nel sito ufficiale della “Zverev Foundation”.
Una tra le tenniste più generose ed empatiche è certamente Elina Svitolina. Nel 2019 Elina, ex n. 3 del mondo e ora in posizione n. 13, aveva già fondato la “Svitolina Foundation” con lo scopo di avvicinare al tennis e allo sport i giovani ucraini. In seguito, da quando la Russia ha attaccato l’Ucraina, la 31enne di Odessa si è spesa senza sosta diventando una delle voci più attive e appassionate nella difesa dell’Ucraina, collaborando direttamente anche con il presidente Zelensky. Anche insieme ad altri atleti, connazionali e no, da più di tre anni Elina organizza eventi di beneficenza e raccolta fondi per aiutare bambini, giovani e i militari impegnati nel conflitto, offrendo inoltre un notevole contributo nella ricostruzione di case e scuole distrutte dai bombardamenti. Coinvolto spesso in queste iniziative è anche il suo collega e connazionale Sergiy Stakhovsky, egli stesso arruolatosi nell’esercito ucraino dopo l’invasione russa. La causa di Svitolina è stata appoggiata fin da subito anche da tante altre tenniste come, per citarne alcune, Iga swiatek, l’ex campionessa Aga Radwanska e Caroline Wozniacki. Elina disputerà la sua prima semifinale del 2026 sabato 10 gennaio al torneo di Auckland (contro Jovic).
La stessa Swiatek nel 2025 ha creato la “Swiatek Foundation”, un progetto per accompagnare e sostenere i giovani atleti polacchi con una serie di borse di studio. Il programma per il 2025 prevede una borsa di studio per cinque atleti polacchi tra i 15 e i 22 anni che possano rappresentare la Polonia negli sport olimpici, al fine “di poter perseguire la loro passione e costruire responsabilmente e in modo sano la propria carriera” ha spiegato la sei volte campionessa Slam durante il lancio ufficiale del progetto. I cinque ragazzi non solo riceveranno per dodici mesi un supporto economico ma verranno seguiti e consigliati dallo stesso team di Iga (il fisioterapista, la psicologa, il medico ortopedico, ecc.).
Un altro atleta particolarmente sensibile al benessere e al futuro dei giovanissimi è Felix Auger Aliassime, anch’egli insignito dell’Arthur Ashe Humanitarian Award (2023). In collaborazione con BNP Paribas e l’Ong “CARE” e il suo programma EduChange, all’inizio del 2020 Felix – ora n. 5 del ranking – ha lanciato l’iniziativa #FAAPointsForChange, progetto che vuole associare prestazione sportiva ad impegno personale, con lo scopo di contribuire all’educazione e alla protezione dei diritti dei bambini in Togo, il paese d’origine del padre Sam. Ma in che cosa consiste esattamente tale iniziativa? Ad ogni punto conquistato durante la stagione, Auger Aliassime devolve in beneficenza cinque dollari e BNP Paribas ne aggiunge altri quindici. L’importo ottenuto permette di finanziare, come detto, il programma EduChange di “CARE”, un’associazione umanitaria che lotta contro la povertà e l’ineguaglianza in più di cento paesi, tra cui, appunto, il Togo.
Infine, citiamo Alejandro Davidovich Fokina, vero pet friendly. Lo spagnolo (14 ATP), anche se a volte un po’ “ruvido” e brontolone, si fa comunque apprezzare per la sua sensibilità ed empatia. Grande amante dei gatti e degli animali in generale, Alejandro si è fatto spesso immortalare con i suoi amati felini. Non solo. In piena pandemia, decise di lanciare Adoctas.org, una piattaforma online per favorire l’adozione di cani e gatti abbandonati; una sorta di tramite, insomma, tra chi desidera adottare un animale ed enti e strutture che salvano e si prendono cura di animali abbandonati e maltrattati.
Per finire, ricordiamo altri atleti impegnati in azioni a scopo umanitario come Nick Kyrgios, Coco Gauff, Carlos Alcaraz, Kevin Anderson (“Arthur Ashe Award” 2019), Danielle Collins, il già citato Agassi e Steffi Graff e tanti altri. E poi, come dimenticare “The Match in Africa” tra Roger Federer e Rafael Nadal? Il 7 febbraio 2020 le due leggende del tennis sono state protagoniste di uno degli eventi di beneficenza più celebri al mondo, sfidandosi in un’esibizione al “Cape Town Stadium”, in Sudafrica (dove Federer è attivo con la sua “Roger Federer Foundation” da più di vent’anni), al cospetto di oltre 50.000 spettatori!

