Il tennista russo ha parlato nella conferenza stampa dopo l’accesso alle semifinali del torneo.

DOHA – Andrey Rublev è in semifinale al Qatar Open e dopo aver battuto Stefan Tsitsipas, ‘vendicando’ l’amico Medvedev sconfitto ieri (con uno strascico acido di polemiche fra Daniil e Stefanos per un toilet time secondo il russo troppo lungo…), ci ha anche spiegato la differenza fra lui e Alcaraz e Sinner. Il problema che gli impedisce di essere – a suo modo di vedere – al loro livello.
«E’ che loro giocano a tennis – spiega Andrey – Mentre io, qualche volta gioco a tennis. A volte combatto con i miei pensieri. A volte combatto con le mie paure. A volte è come se mi dicessi: “Oh, ti prego, spero di riuscire a servire”. Spero di non sbagliare la risposta… Spero di farcela… Loro giocano a tennis. Indipendentemente dal punteggio, fanno quello che devono fare, tutto qui. E poi, sul lungo termine, sanno che vinceranno più partite».
Rublev ha anche brevemente commentato la notizia che riguarda il ritorno ufficiale della Russia nelle competizioni sportive internazionale a partire dalle paralimpiadi di Milano-Cortina. «Lo imparo adesso. Ovviamente, se c’è la possibilità che tutti gli atleti possano gareggiare di nuovo, è un momento fantastico. Quindi sono felice che i giovani o in generale gli atleti a cui non era stato permesso di gareggiare, finalmente potranno farlo. Per me è okay».

