Il fuoriclasse azzurro ha dimostrato di essere ultra competitivo anche sul mattone tritato e il 2026 potrebbe essere l’anno buono per fare il ‘colpaccio’

Jannik Sinner è reduce da un’altra stagione a dir poco straordinaria, in cui ha dimostrato ancora una volta di non essere umano (come adora ripetere Adriano Panatta). Ci sono stati due momenti negativi che avrebbero potuto incrinare le certezze del fuoriclasse azzurro: la sospensione di tre mesi inflittagli dalla WADA e l’atroce beffa subita nella finale del Roland Garros. Il 24enne di Sesto Pusteria non ha potuto competere da febbraio a maggio, dovendo saltare quattro Masters 1000 e subendo spesso critiche ingiuste anche da ambienti esterni al tennis. L’ex numero 1 del mondo ha continuato a professare la sua innocenza e – grazie anche al supporto delle persone che gli vogliono bene – ne è uscito più forte di prima completando un’altra annata da incorniciare.
Nemmeno la beffa contro il suo acerrimo rivale Carlos Alcaraz a Parigi ha smosso l’altoatesino, che ha impiegato molto meno tempo del previsto per metabolizzare la più dolorosa sconfitta della sua giovane carriera. La leggenda tedesca Boris Becker aveva pronosticato che Jannik avrebbe avuto bisogno di almeno un anno per dimenticare i tre match point consecutivi sciupati durante quella finale, invece il campionissimo italiano si è ripreso talmente in fretta da prendersi la rivincita già a Wimbledon qualche settimana più tardi. Grazie al trionfo sui prati di Londra, Sinner ha regalato agli appassionato uno dei momenti più iconici dell’era moderna e ha ribadito la sua candidatura a diventare uno dei migliori atleti azzurri di ogni epoca (un posto che forse gli spetta già di diritto).
Se c’è uno sfizio che il quattro volte vincitore Slam vorrebbe togliersi nel 2026 è quello di conquistare finalmente un ‘big title‘ sulla terra rossa. Non c’è dubbio che il mattone tritato sia il terreno che esalta meno le caratteristiche di gioco di Jannik, che fatica maggiormente ad imporre il suo ritmo da fondo campo e le sue accelerazioni tendono ad essere meno efficaci. Diversi analisti avevano ipotizzato che Sinner avrebbe faticato per tutta la carriera su questa superficie, in particolar modo dopo la clamorosa eliminazione contro Daniel Altmaier al Roland Garros 2023, ma i progressi effettuati dall’azzurro anche sul ‘rosso’ sono stati impressionanti.
L’attuale numero 2 del mondo aveva mostrato di essere cresciuto sulla terra già l’anno scorso, quando si era arreso soltanto al quinto set contro Carlitos Alcaraz nella semifinale del Roland Garros. Nel 2025 ha dovuto saltare la maggior parte dei tornei sul rosso a causa della sospensione, ma ha comunque raggiunto la finale agli Internazionali BNL d’Italia e soprattutto a Parigi (dove è arrivato ad un solo punto dalla vittoria). Insomma, ci sono tutti i presupposti affinché Sinner possa avere la meglio su Alcaraz anche sulla superficie meno gradita. Il 24enne italiano è infatti un maestro nell’aggiungere nuove soluzioni al suo arsenale e non ci sono motivi per escludere un suo trionfo sotto la Torre Eiffel nella prossima stagione. Un altro obiettivo saranno certamente gli Internazionali di Roma, una città con cui ha un feeling speciale e che gli ha riservato una splendida accoglienza al suo rientro nel circuito dopo tre mesi.

