Due anni dopo, il ligure prova a prendersi la vendetta contro il greco: l’impresa stavolta sembra più possibile

Foto di Ray Giubilo

Matteo Arnaldi, fresco di vittoria in 4 set contro Griekspoor, si prepara alla sfida contro Stefanos Tsitsipas per un posto al secondo turno. È quasi un remake del loro unico precedente, risalente al 2024: quarto turno a Parigi. È stato il miglior risultato a livello slam per il ligure che venne fermato, a un passo dai quarti di finale, da Tsitsipas per 3-6, 7-6(4), 6-2, 6-2.

L’azzurro, attuale n. 104 al mondo, vuole dare continuità al buon periodo delle ultime settimane, dove sembra aver ritrovato la condizione fisica migliore. Il 2025 e l’inizio del 2026 sono stati difficili per il classe 2001 che ha dovuto convivere per mesi con una microfrattura all’alluce e un problema alla caviglia. Ha giocato spesso sotto antidolorifici e non ha potuto mai esprimere a pieno il suo vasto repertorio tennistico, fatto di talento e potenza esecutiva soprattutto nei fondamentali. I risultati recenti parlano del trionfo al Challenger di Cagliari in finale contro Hurkacz, del buon cammino agli Internazionali interrotto al terzo turno in 3 set da un brillante Jodar e della convincente vittoria dell’altro ieri contro la testa di serie n. 29. Una partita dura, lottata punto a punto sotto a un sole cocente, durata più di 4 ore, in cui Arnaldi ha dimostrato di essere sempre sul pezzo sia nella testa che nelle gambe.

Discorso a parte per Tsitsipas. Il greco vanta un palmares di 12 titoli nel circuito maggiore, tra cui una Atp Finals, un best ranking di n. 3, due finali slam (Roland Garros 2021e Australian Open 2023). Poi un blackout totale. Negli ultimi 18 mesi è precipitato in un buco nero di risultati negativi e problemi extra-campo che lo hanno fatto sprofondare fuori dalla top 50, attualmente al n. 79. Il ventisettenne ateniese ha provato a uscirne nel 2025 cambiando coach. Separatosi dal padre Apostolos, ha scelto l’ex coach di Djokovic, Goran Ivanisevic. L’amore tra i due non è mai sbocciato e la collaborazione è durata solo due tornei, concludendosi con bordate mediatiche e veleni da entrambe le parti. Il ritorno sotto l’ala paterna non sembra però che stia portando i frutti sperati. Nel 2026 si è fermato spesso al primo turno dei tornei disputati e il miglior risultato stagionale è un magro ottavo di finale, raggiunto al 1000 di Madrid.

Il match odierno è uno dei più equilibrati in assoluto ed entrambi i tennisti sentono già di giocarsi molto, in quello che potrebbe essere uno spartiacque della stagione. Due talenti cristallini, uno dal passato glorioso e ora in caduta libera, l’altro alle prese con la scalata verso le vette del tennis, in un sentiero tortuoso che finora ha dato più dolori che gioie. Sarà una sfida sul filo del rasoio, dove concentrazione, atletismo e nervi saldi in ogni frangente faranno la differenza.