LA GALLERY – Abbiamo selezionato i dieci scatti più significativi della rivalità fra Roger Federer e Rafael Nadal. Dai primi anni fino al giorno d'oggi, e non solo con la racchetta in mano. Perché l'eco di due fenomeni così arriva ben più lontano…
​Quando tutto non era ancora cominciato, o forse è più corretto dire dove tutto è cominciato: Roland Garros 2005, prima sfida Slam. Vinse Nadal in quattro set, conquistando due giorni dopo il primo Major. Nemmeno loro potevano immaginare che i loro duelli avrebbero segnato almeno un decennio di storia del tennis.  E non è ancora finita…
Si diceva che Nadal era più forte sulla terra, ma Federer sull’erba. E allora come decretare il migliore? Facile, con la mitica “The Battle of the Surfaces”, giocata il 2 maggio 2007 alla Palma Arena di Maiorca. La sfida non rientra nei face-to-face ufficiali, ma è una di quelle indimenticabili. Vinse Nadal dopo un’autentica battaglia: 7-5 4-6 7-6.
Wimbledon 2007: assalto respinto. Sulla terra vince Nadal, ma sull’erba non se ne parla. Il Re è sempre Roger, per il quinto anno di fila. Anche se il giovane “Rafa”, smanicato e pinocchietti da far rabbrividire gli amanti del tennis che fu, continua ad avvicinarsi. Si è capito in quell’anno che prima o poi ce l’avrebbe fatta. E gli è bastato poco.
6-4 6-4 6-7 6-7 9-7: 4 ore e 48 minuti che hanno cambiato il tennis. Dei 34 duelli la finale di Wimbledon 2008 resta il più famoso, il più carico di significati, come la scena di Nadal sdraiato su Centre Court spelacchiato e una raffica di flash, a immortalare il momento del primo titolo nel Tempio, valido il sorpasso in vetta al ranking ATP.
Nel loro periodo d’oro (ma non è che le cose siano cambiate…) bastava dire Federer e Nadal che spuntavano idee e iniziative come funghi. Da vivere insieme, a conferma di un rapporto sempre sano e leale di stima reciproca. Nel 2009, per lanciare l’ATP di Doha, li hanno fatti giocare su una nave in mezzo al mare. Con tanto di elicottero.
Anno 2009, solo pochi mesi dopo la mazzata dei Championships, ecco un altro sorpasso, a Melbourne. Nadal va avanti due volte di un set, Roger lo riacciuffa entrambe, ma crolla al quinto e dopo la stretta di mano scoppia in lacrime. Dando i primi segnali di un complesso psicologico che nei loro quelli ha influito molto più della tecnica.
Non solo i due più forti giocatori del mondo, ma anche i più famosi e i più ambiti. Gli eventi fanno a gara per accaparrarseli, ma è roba per pochissimi. Ce l’ha fatta spesso la Nike, soprattutto in occasione degli Us Open, fra esibizioni sulla 54esima ed eventi di charity. E accanto a due così anche Williams e Sharapova diventano normali.
Già da qualche anno in molti pensano che il futuro di Federer e Nadal debba essere questo: giacca e cravatta, lontano dai campi da tennis. Il primo a dirigere la sua fondazione benefica, il secondo al timone della nuova accademia a Manacor. Eppure, i due non sono mai stati d’accordo. E questo Australian Open ha dato ragione a loro.
L’ultima sfida Slam, proprio all’Australian Open, nel 2014. Vinse Nadal in tre set, ribadendo una volta di più una superiorità psicologica senza precedenti e conquistando la finale. Da allora si sono affrontati una sola volta, nel 2015 a Basilea. Ma la finale di Melbourne giura di riaprire almeno parzialmente la rivalità più amata della storia.
L’ultima volta insieme, il 19 ottobre scorso a Manacor, in occasione dell’inaugurazione della Rafa Nadal Tennis Academy. “Volevamo giocare un’esibizione, ma ci siamo accorti che né uno né l’altro eravamo nelle condizioni per poterlo fare”, hanno confessato entrambi. Giocheranno appena tre mesi più tardi, e non proprio in un’esibizione.