L’ex tennista americano ha parlato del n.1 del mondo nel suo podcast

Foto di Ray Giubilo

La superiorità di Jannik Sinner nel circuito sta facendo sempre più parlare. Sono state molto chiare e inequivocabili le parole di Andy Roddick nel suo podcast ‘Served with Andy Roddick’ dopo il successo di Madrid: “Sinner è un algoritmo. Si aggiorna, si evolve, non ha mai un passaggio a vuoto. E’ incredibile, è un giocatore decisamente migliorato rispetto a settembre dello scorso anno. Ed era già straordinario, la percentuale delle sua prima di servizio è migliorata esponenzialmente, la seconda di servizio è più efficace. Riesce a variare il servizio con lo stesso lancio, aumentando di molto le difficoltà per gli avversari di prevedere dove servirà Jannik. Poteva limitarsi a picchiare da fondo e avrebbe vinto altri 5 Slam. Ora ha migliorato il servizio, ha aggiunto la palla corta ‘presa’ da Carlos, gioca il rovescio in back. Ha tutte queste opzioni e non deve nemmeno usarle tutte. Nei cambi di direzione sembra il miglior Djokovic. Può fare tutto e non ha neanche bisogno di farlo per vincere”.

Sui match con Fils e Zverev:Jannik ha stravinto in entrambi i casi giocando in modo diverso. Il divario rispetto quando non c’è Alcaraz, è immenso. Contro Fils, uno dei giocatori più in forma, Sinner è stato straordinario. Ha inchiodato l’avversario alla linea di fondo e ha martellato gli angoli. Fils ha messo a segno un paio di vincenti all’inizio del secondo set, ma è deprimente per un giocatore vedere che quasi tutti i colpi non bastano per fare punto. Sinner demolisce gli avversari, non deve nemmeno passare troppo tempo in campo. Il paradosso è che può arrivare a Roma riposato…”.

Sul dominio che imprime sugli avversari:” Se vi annoia Sinner, non guardatelo. Ma ciò significa non soffermarsi sulla complessità del suo gioco, su come costruisce i punti. Lo trovo francamente qualcosa di assurdo”.