Niente Italia nella seconda settimana del torneo femminile. La Vinci domina il primo set contro la Friedsam, poi la sottovaluta un po' e infine non riesce a tirarsi su. Sconfitta dolorosa, specie se dovesse essere stata la sua ultima partita a Melbourne… 

Il tennis è uno sport complicato. Devi fare i conti anche con l'inconscio. Siamo certi che Roberta Vinci non abbia sottovalutato, in nessun modo, l'impegno contro Anna Lena Friedsam, tedescona di (quasi) 22 anni che non aveva mai superato il secondo turno in sei partecipazioni Slam. A Melbourne si era arrampicata fino al terzo, ma non c'erano grossi timori. Roberta era vista come la salvatrice della patria tennistica, visto che l'Australian Open 2016 si è tramutato nel peggior Slam italico degli ultimi anni. E invece, sotto il tetto dell'Hisense Arena (pioggia su Melbourne), la pugliese ha deluso. E lascia il torneo dopo un doloroso 0-6 6-4 6-4 che fa pensare a un'inconscia sottovalutazione dell'avversaria. Reduce da due ottime partite, la Vinci è partita alla grande. Tutto troppo bello, troppo facile, preparatorio al possibile ottavo contro Agnieszka Radwanska (peraltro già punita in passato). E così, forse, ha fatto il passo più lungo della gamba. Il suo tennis scivolava via leggero, perfetto. Poi qualcosa si è inceppato. Ovviamente ci sono i meriti della tedesca, nata nella piccola città di Neuwied e residente una quarantina di chilometri più a ovest, in un villaggio di 600 abitanti dal nome impronunciabile: Oberdürenbach, non lontano da Francoforte e piuttosto vicino a Bonn, vecchia capitale della Germania Ovest. Il suo aspetto un po' mascolino, le fasce muscolari nervose e un look da sgrezzare distraggono dal suo tennis, che pure è di buon livello. Intanto serve bene, fatto piuttosto raro tra le ragazze. E poi spinge senza problemi con entrambi i fondamentali. La mano è un po'…”agricola” (cit.), ma nel complesso è una buona giocatrice. Vale più dell'82esima posizione WTA e quest'anno migliorerà il best ranking (n.72). Inoltre ha giocato la partita “giusta”, senza dare alla Vinci la possibilità di tessere ragnatele troppo complesse. Però…Roberta doveva vincere. Ha avuto due demeriti: il primo è stato l'evidente rilassamento dopo aver vinto il primo set. E poi non ha percepito a dovere l'allarme rosso quando il match è diventato bagarre.


NON BASTA FARE IL COMPITINO

La cronaca della partita è banale: 6-0 Vinci, 4-0 Friedsam. A quel punto, Roberta ha alzato la soglia della concentrazione e si è riavvicinata fino al 3-4. Forse ha pnsato che sarebbe bastata un po' di accortezza per chiudere in due set, ma non era aria. Le è mancato il guizzo che negli ultimi anni le ha consentito di fare miracoli. Perché – siamo onesti – se Roberta fa il compitino, diventa vulnerabile. Basta giocare in pressione sul suo rovescio e prima o poi una palla attaccabile arriva, specie se riesci a tenere i piedi ben piantati sulla riga. E' quello che ha fatto la Friedsam per lunghi tratti, chiudendo il secondo set. Nel terzo, se possibile, ci sono ancora più rimpianti. Sotto di un break, l'azzurra ha ritrovato smalto ed è salita 2-1 e 0-40 sul servizio della Friedsam. A quel punto si è vissuto il momento più emotivo della partita. Tanti buoni scambi, ritmo improvvisamente più alto…ma i punti li faceva sempre la tedesca! Quando poteva attaccare, Anna Lena era piuttosto incisiva, mentre Roberta ha sbagliato qualche smash di troppo e, più in generale, dava sensazione di vulnerabilità. Non che giocasse particolarmente male. Era, appunto, una sensazione. Sul 3-2 e servizio Friedsam, la tedesca ha chiamato il trainer per farsi curare la spalla destra (“Un problema che mi porto dietro da tempo”, dirà nel post-match), e Roberta ingranava subito il 3-3.

SPEDIZIONE SENZA FORTUNA
Ma non era giornata: la tedesca continuava a spingere, senza eleganza ma con buona efficacia, mentre la Vinci mancava in potenza, sbagliava un po' troppo e non aveva il giusto “punch” con il dritto. Sul 3-4 giocava un bel game, restava a galla con una volèe paranormale, ma lo perdeva lo stesso. E il finale era scritto, segnato da un ultimo tiro in corridoio, fuori di pochi millimetri. E' andato tutto storto, così come la spedizione rosa dell'Italtennis, peraltro senza grosse prospettive in doppio. Con l'eliminazione di Errani-Martinez Sanchez, è rimasta in gara solo la Vinci con la Kuznetsova, ma in un eventuale terzo turno troverebbero le (stra)favorite Hingis-Mirza, imbattute da 30 partite. A un paio di settimane dalla trasferta di Marsiglia in Fed Cup (mercoledì ci saranno le convocazioni di Corrado Barazzutti e sono particolarmente attese, specie se Karin Knapp non dovesse essere ancora disponibile: in quel caso, chi sarà la quarta giocatrice?), la situazione non è semplicissima. Alla Vinci resta la delusione di non aver acciuffato la seconda settimana all'Australian Open, sempre fallita in undici partecipazioni in singolare. In teoria, dovrebbe essere stata la sua ultima apparizione Down Under, poiché avrebbe l'intenzione smettere a fine 2016. Ma questa è tutta un'altra storia.  

AUSTRALIAN OPEN 2016 – TABELLONE FEMMINILE