Il coach comasco ha speso belle parole per il suo ex pupillo, che è appena rientrato nel tour. Poi il consiglio a Carlitos

Il ritorno di Jannik Sinner ha tenuto banco nei primi giorni degli Internazionali BNL d’Italia e il suo esordio al Foro Italico contro Mariano Navone sabato scorso non ha deluso le aspettative, sebbene il numero 1 del mondo sia ancora lontano dalla sua miglior versione dopo tre mesi di stop. Il fuoriclasse azzurro ha giocato un ottimo match contro lo specialista argentino soprattutto nel primo set, mentre è arrivato qualche errore gratuito in più nella seconda frazione prima di archiviare la pratica senza troppe difficoltà. Il 23enne di Sesto Pusteria vuole recuperare i suoi automatismi in maniera graduale e il prossimo match contro De Jong (oggi intorno alle 15) sarà un ulteriore test.
Nelle ultime settimane, diversi esponenti di spicco del mondo del tennis hanno espresso la loro opinione sulle conseguenze per Jannik di questo periodo forzato lontano dai tornei. Alcuni hanno affermato che il 3 volte campione del Grande Slam faticherà a tornare dominante come prima, mentre altri hanno assicurato che questa pausa sia stata addirittura benefica per il giovane italiano.
In una lunga intervista a ‘La Gazzetta dello Sport‘, Riccardo Piatti – che è stato il coach di Sinner fino al 2022 – ha affrontato proprio questo argomento: “Jannik sarà sicuramente motivato a dimostrare di essere ancora il più forte di tutti. Credo che questo periodo lontano dal circuito possa avere qualche effetto positivo ragionando a lungo termine, consentendogli per esempio di essere più fresco degli altri a fine stagione. Sinner è sempre stato un ragazzo molto serio e disciplinato fin da quando era giovanissimo.”
Piatti ha riflettuto anche sul principale antagonista di Jannik, lo spagnolo Carlos Alcaraz, che ha un’attitudine quasi opposta rispetto all’azzurro. “Carlos mi ricorda molto il giovane Roger Federer. Anche Roger a 22 anni era abbastanza indisciplinato, poi è maturato ed è diventato la leggenda che tutti conosciamo. Lo spagnolo ha già vinto quattro titoli del Grande Slam e non c’è dubbio che abbia tutte le doti necessarie per avere successo, l’importante è che non perda la retta via e continui a crescere” – ha chiosato Riccardo.

