Mentre qualche spettatore lasciava Wimbledon per seguire Inghilterra-Croazia, Rafa Nadal e Juan Martin Del Potro hanno dato vita al match dell'anno. Quasi cinque ore di lotta furibonda favorevole allo spagnolo: poteva chiudere prima, ma Del Potro ha avuto tante chance nel quinto. Rafa avrà meno di 48 ore per preparare la sfida a Djokovic.

Danno e beffa. Non è stato un bel mercoledì per gli inglesi che hanno abbandonato Wimbledon per seguire Inghilterra-Croazia ai Mondiali di Calcio. Hanno perso buona parte del match più bello del torneo, forse dell'anno, salvo poi essere stesi dal gol di Mario Mandzukic che ha spedito la Croazia in finale. A vincere, Rafael Nadal e tutti quelli che sono rimasti incollati al loro posto, per un match che ha esaltato dalla prima all'ultima palla. Quattro ore e quarantotto minuti di battaglia straordinaria, tra le bordate di Juan Martin Del Potro e la difesa a oltranza di Nadal. I due si erano affrontati in semifinale allo Us Open e a Parigi, con vittorie più o meno tranquille per Nadal. Stavolta Del Potro è stato a un passo dall'impresa e lascia con qualche rimpianto per le occasioni sciupate nel quinto set: sotto di un break, ha avuto diverse chance per riportare “on serve” il match e magari arrivare alla sospensione per oscurità. Invece l'ultimo punto ha simboleggiato l'esito della battaglia: serve and volley nadaliano, Del Potro che finisce per le terre, ancora una volta. Dopo la vittoria, Nadal è andato ad abbracciarlo nel suo lato di campo: abbracci, parole gentili, ovazione collettiva. Il tutto mentre il tabellone segnapunti, ancora più luminoso con il sopraggiungere del buio, recitava così: 7-5 6-7 4-6 6-4 6-4 e Nadal in semifinale. Del Potro recrimina, ma forse avremmo visto meno epica se Nadal avesse sfruttato uno dei tre setpoint consecutivi avuti nel tie-break del secondo set, soprattutto il terzo. Lo ha bruciato con un doppio fallo, fatto inusuale per lui.

QUINTO SET DA FAVOLA
Ma alla fine ha vinto lui: “E mi sono divertito, perché ero su uno dei campi più belli del nostro sport, con un grande avversario, grande pubblico, quinto set, ottimo livello”. Mentre Rafa era in campo, Kevin Anderson metteva fine alla corsa di Roger Federer (“Nessuno può vincere sempre, neanche lui” ha chiosato Rafa), mentre lui ha evitato il capitombolo grazie alle solite armi: tenacia, potenza, intensità, condizione atletica impressionante se relazionata ai suoi 32 anni. Con un dettaglio in più: un sapiente utilizzo della smorzata. L'aveva usata con efficacia anche a Parigi, stavolta gli è servita per far correre in avanti l'imponente stazza di Del Potro. “E se è giocata bene, il secondo rimbalzo arriva molto in fretta”. Neanche il tempo di gioire e c'è un altro big match all'orizzonte, contro Novak Djokovic. Sarà il 52esimo scontro diretto, la rivalità con più episodi nell'Era Open. “L'unica nota negativa di oggi è che sono rimasto in campo per quasi cinque ore, quando forse avrei potuto ridurre la mia permanenza in campo” ha detto Rafa, che però ha abituato a recuperi ai limiti del miracolo. In vista della semifinale di venerdì, i bookmakers danno leggermente favorito Djokovic, forse condizionati dalle fatiche odierne di Nadal. Fatiche di qualità, benedette da Andy Murray, commentatore d'eccezione per la BBC. A suo dire, il quinto set è stato uno dei più belli che abbia mai visto. Preso il break decisivo nel quinto game, Rafa lo ha portato fino alla fine, sia pure concedendo diverse occasioni a Del Potro. Bravo lui, ma generoso Delpo nello sbagliare alcuni dritti che solitamente tiene in campo. Ma l'erba, si sa, nasconde insidie su ogni palla. Anche la più innocua.

"RAFA È RAFA…"
“Credo di aver fatto bene molte cose – ha detto Nadal – nel complesso è stato un match positivo”. L'epica si è edificata nel secondo set: Del Potro aveva sciupato l'occasione di servire sul 5-4, salvo poi ritrovarsi al tie-break. Con Nadal avanti 6-3, solitamente non ci sono chance. Invece Palito ha cancellato con autorità tre dei quattro setpoint, ricevendo un gentile omaggio maiorchino sul 6-5 (il già citato doppio fallo). Vinto il terzo set, Del Potro ha incassato i break fatali sul 2-2, sia nel quarto che nel quinto set. Il game più emozionante si è visto sul 4-3 al quinto, con Nadal al servizio. Livello altissimo, vincenti da una parte e dall'altra, scambi al fulmicotone, dodici minuti di emozione pura. “Io credo di aver giocato bene, ma Rafa e Rafa – ha detto del Potro – a volte giochi il tuo miglior tennis e non è sufficiente per batterlo. Però sono contento del mio torneo e sto bene, il che mi dà fiducia per il futuro”. Adesso si rifugerà in Argentina prima di tornare nel tour al torneo “balneare” di Los Cabos prima di dare l'assalto al suo Slam preferito, lo Us Open. A Londra va avanti Nadal, con merito. 17 Slam a 1 sono un divario sufficiente per definirlo “più campione” di Del Potro. Un campione che, sull'1-1 del quinto set, è finito letteralmente in braccio agli spettatori nel disperato tentativo di recuperare una palla che gli altri non avrebbero nemmeno lontanamente pensato di rincorrere. Ha perso il punto, ma la “foto” della sua partita è tutta lì. Così come la sentenza di Andy Murray: “Un grande ringraziamento a Juan e Rafa per aver messo in piedi un così bello spettacolo”: Giù il sipario. Anche per l'Inghilterra. Vedrete che la contemporaneità della finale con Francia-Croazia, improvvisamente, non sarà più un problema.

WIMBLEDON UOMINI – Quarti di Finale
Rafael Nadal (SPA) b. Juan Martin Del Potro (ARG) 7-5 6-7 4-6 6-4 6-4