I due ex campioni di tennis parlano della situazione attuale all’interno del circuito e tornano a parlare anche di Jannik Sinner.


Foto di Ray Giubilo

Con l’avvento di Jannik Sinner si parla ormai sempre di tennis e in un modo o nell’altro si discute sempre riguardo ciò che contraddistingue uno degli sport più amati degli italiani. Capita cosi che anche in programmi non tennistici si arrivi a parlare di Jannik e in generale di ciò che sta vivendo il nostro sport. Gli ex tennisti Adriano Panatta e Paolo Bertolucci hanno parlato nel programma Una splendida cornice di Geppi Cucciari e tra le altre cose hanno parlato anche di Jannik Sinner, dandogli qualche piccolo consiglio.

Panatta ha parlato cosi subito del mondo del tennis, un mondo non facile ed ha sottolineato: “Il tennis porta ad una malattia mentale, tutti i tennisti sono disturbati perchè nel campo non c’è scontro fisico ma sei da solo, Ivanisevic diceva che giochi solo contro la tua mente. Il tennis è come la vita e non è facile sopportare questo stress” e Panatta parla dei tennisti più particolari da questo punto di vista: “Il più strano? Dico Medvedev e Tsitsipas” e anche Bertolucci aggiunge: “C’era anche Nadal che giocava con un mare di tic”.

I due poi scherzano su Sinner sottolineando che forse lui potrebbe imparare da loro cose non tennistiche e Panatta sottolinea: “Jannik deve imparare ad avere un pò di leggerezza” e Bertolucci sottolinea scherzando che Sinner non è dei Castelli romani ma della Val Pusteria. Infine Panatta pizzica: “Jannik ha uno standard fisso di risposte che sono sempre le stesse, non sbaglia mai nelle dichiarazioni, come in campo. Lui è sempre molto quadrato” e i due scherzano sulla freddezza di Sinner. Siparietto finale tra i due con Geppi che saluta: “Ciao Jannik ti aspettiamo” e Panatta sorride dicendo: “Prima deve andare da Vespa”, concludendo cosi il siparietto.