Superando in finale il Giappone al tie break decisivo del doppio, l’Italia under 14 di Olivia Conticello, Giulia Luchetti e Giorgia Lanza, capitanata da Christian Vinco si è laureata campione del mondo under 14

 courtesy World Tennis / Srdjan Stevanovic

Come ogni anno vado ai Mondiali under 14 a squadre a Prostejov, vicino a dove abito, in Cechia. E’ una manifestazione bellissima a prescindere, ma quando la vince l’Italia è un’emozione incredibile. Non è la prima volta in assoluto perché nei maschi avevamo vinto già 2 volte, se la memoria non mi tradisce, ma per il nostro settore femminile è la prima volta.
Tre ragazze belle e brave ci hanno regalato questa gioia: Olivia Conticello, Giulia Luchetti e Giorgia Lanza hanno domato in finale le solidissime giapponesi nel tie break decisivo.

Ora smetto di scrivere da tifoso e parlo da talent scout, che è il mio mestiere.
Comincio da Olivia, che giocando da numero 1 ha affrontato le avversarie migliori, almeno sulla carta. Olivia è piccolina ma ha un carattere e una grinta straordinaria, si muove bene, lotta come une tigre e ha ottimi fondamentali.
Ha un tallone d’Achille nel servizio, deve migliorarlo e lo farà, ne sono sicuro. L’ho vista già nell’under 16 di Roma, all’Avvenire e agli europei under 14 prima di oggi e non mi ha mai deluso.
Giulia non l’avevo mai vista prima di Most, ai campionati europei u14, perché vive in Slovacchia; io ho avuto la fortuna di lavorare con le due migliori giocatrici di quel paese, Hantuchova e Habsudova, e entrambe mi hanno detto che esisteva un’italiana che giocava bene e si allenava spesso a Bratislava: beh, avevano ragione.
Di Giulia mi piace che finisce quasi sempre le partite in crescendo: per esempio nel doppio decisivo non ha giocato benissimo, era timida, forse emozionata, poi dalla metà del secondo set è salita in cattedra come se avesse acceso una luce e ha fatto la differenza: questa è una dote che non insegni, ce l’hanno solo i giocatori veri. Deve sveltirsi un po ma è un bellissimo prospetto.

Giorgia ha giocato poco ma ha qualità, è ancora acerba ma la strada è lunga… si farà!
Infine il capitano Christian Vinco, molto competente, è spesso autoritario con le ragazze e non le manda a dire, ma è serio, ha passione e adora il suo lavoro.
E’ un po burbero a volte, ma come tutti i burberi dentro ha un cuore d’oro e camminava a 3 metri sopra la terra dalla felicità, soprattutto per le ragazze, dopo la vittoria.

In Italia abbiamo tanti buoni coach, Christian non è secondo a nessuno tecnicamente e soprattutto educa le sue allieve insegnando non solo il tennis ma anche i valori necessari per diventare un giocatore.
Sono molto contento per lui e ringrazio le ragazze perché mi hanno fatto vincere una scommessa con il segretario della federazione giapponese, mio grande amico, che era presente. Continuate così, mi raccomando!