In molti tra giocatori e giocatrici hanno scelto proprio le Maldive come meta per le proprie vacanze: la spiegazione non è solo da ricercare nella bellezza del paesaggio

Foto Instagram – Ayna Sabalenka

La stagione del tennis è ormai ufficialmente conclusa da qualche giorno – salvo qualche Challenger sparso in giro per il mondo – e per giocatori e giocatrici è tempo del meritato riposo. Sui social in molti condividono le proprie vacanze in questo periodo, prima di tornare ad allenarsi in vista del 2026, e non è passato inosservato che la meta fosse comune a molti di loro: Jannik Sinner, Alexander Zverev, Matteo Berrettini, Flavio Cobolli, Aryna Sabalenka e Paula Badosa – solo per citarne alcuni – hanno tutti quanti puntato sulle Maldive. Una scelta dettata sicuramente dai paesaggi meravigliosi, ma che desta curiosità considerando l’estensione del fenomeno.

A dare una spiegazione del perché le Maldive siano una meta così ambita è Sam Querrey, che nell’ultima puntata del podcast “Nothing Major” – che lo vede protagonista insieme a Jack Sock, John Isner e Steve Johnson – ha svelato alcuni retroscena in merito alle vacanze dei giocatori.Il 90%, forse il 100% dei giocatori che ci vanno… lo fanno gratis. Tutti i tennisti, noi compresi quando giocavamo, ottengono accordi dagli hotel: soggiorni di 5 notti, tutto pagato, in cambio di una lezione di tennis di un’ora al giorno nel resort. Letteralmente tutti lo fanno. Forse non Sabalenka… ma non mi sorprenderei se anche lei avesse un accordo. Più sei alto in classifica, migliore è l’accordo”.

Ospite della puntata era anche Reilly Opelka, giocatore americano ancora in attività, che al contrario dei suoi colleghi sembra non condividere questa scelta e fatica a comprenderne la logica. “La mia logica è questa: noi viaggiamo per 40 settimane all’anno. Mi sono fermato a casa meno di otto settimane in tutta la stagione. E quindi è un po’ bizzarro: finisci la stagione, prendi le valigie… e ti fai altre 14 ore di volo per andare in un posto difficilissimo da raggiungere… per poi fare check-in in un altro hotel. E per farlo con altri tennisti ancora lì attorno”