L’ex numero 1 del mondo ha analizzato il dominio dello spagnolo e dell’italiano, che hanno scavato un solco rispetto alla concorrenza difficile da colmare nel futuro prossimo

Foto Ray Giubilo

Rafael Nadal si è ritirato dal tennis professionistico un anno fa ed ha accettato con serenità la sua nuova realtà, essendosi reso conto che non aveva più nulla da dare a questo sport. Il suo fisico gli aveva inviato segnali molto chiari negli ultimi anni della sua carriera e la sua competitività era sceso al di sotto di un limite accettabile per una leggenda del suo calibro. L’ex numero 1 del mondo continua a seguire le dinamiche del circuito mondiale con estremo interesse, in attesa di organizzare qualche match di esibizione insieme al suo eterno rivale e grande amico Roger Federer. Nel corso di quest’anno, il 22 volte campione Slam ha anche ricevuto un toccante omaggio al Roland Garros alla presenza di tutti i ‘Fab Four’ e della sua famiglia.

Intervistato dal programma radiofonico ‘El Larguero‘ su ‘Cadena Ser‘, il maiorchino ha espresso una serie di considerazioni molto interessanti sui due attuali dominatori del tour maschile. Il riferimento è ovviamente a Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, capaci di scavare un solco a dir poco impressionante rispetto alla concorrenza. “Penso che abbiano bisogno di un altro giocatore che li metta un po’ sotto pressione. Sono nettamente superiori ai loro avversari in questo momento e la sensazione generale è che possano raggiungere la finale in tutti i tornei più importanti anche senza esprimere il loro miglior tennis” – ha analizzato Rafa con la sua consueta lucidità.

Nadal si è soffermato soprattutto sul suo giovane connazionale Alcaraz: “Non ho mai avuto dubbi che sarebbe diventato un grandissimo campione, sapevo che aveva il potenziale per fare la storia del nostro sport. Se può arrivare a 22 Slam? Non lo escludo, ne ha già sei in bacheca ed è soltanto all’inizio della sua carriera. La cosa più importante è che non abbia infortuni gravi. Gli infortuni tendono a farti perdere fiducia nel tuo corpo e ciò ha ripercussioni anche sul tuo gioco.”