Il carrarino sta vivendo una stagione travagliata a causa degli infortuni, ma la condizione è in crescita e ha appena raggiunto i quarti a Cincinnati

Lorenzo Musetti sta gradualmente ritrovato la forma dei giorni migliori dopo l’infortunio subito agli Internazionali BNL d’Italia, che lo ha costretto a saltare tornei importantissimi come il Roland Garros e Wimbledon. L’azzurro ha appena raggiunto i quarti di finale nel Masters 1000 di Cincinnati, esprimendo un tennis solido e continuo, tanto è vero che non ha ancora perso un set in Ohio. Il prossimo ostacolo sul suo cammino risponde al nome di Frances Tiafoe, giustiziere della testa di serie numero 2 Felix Auger-Aliassime e capace di battere anche il nostro Lorenzo Sonego nei giorni scorsi.
Il 2026 di Musetti è stato condizionato dagli infortuni fino a questo momento. Il più beffardo è stato certamente quello che lo ha colpito agli Australian Open, mentre si trovava ad un passo dal compiere l’impresa contro Novak Djokovic sull’iconica Rod Laver Arena di Melbourne. Ai microfoni di ‘The Big T‘, il podcast di Tennis Channel, Lorenzo è tornato su quel momento particolarmente doloroso: “Stavo giocando il mio miglior tennis, mi sentivo bene mentalmente ed ero in grande fiducia. Non è stato facile accettare di doversi fermare quando ero all’apice della mia carriera. Se avessi battuto Djokovic quel giorno, sarei diventato numero 3 del mondo. Ci è voluto del tempo per metabolizzare un simile dolore.”
I mesi successivi sono stati altrettanto complicati per il toscano: “Ho perso tanti punti saltando il Roland Garros e non ho giocato nemmeno Wimbledon. Sapevo che avrei dovuto avere pazienza per evitare ricadute e ho atteso il momento giusto per tornare in campo. Al tempo stesso, ho potuto stare di più con la mia famiglia e abbiamo capito che l’eccessiva pressione che metto su me stesso ha avuto conseguenze negative sul fisico. In Australia ero convinto che fosse giunto il mio momento, invece le cose sono andate in maniera diversa. Quella delusione ha creato un nuovo Lorenzo. A 24 anni posso ancora imparare molto, è un lungo percorso.”

