Il 2026 di Musetti è fermo a quell’infortunio patito in Australia, quando era a un passo dalla semifinale. Ora arrivano le cambiali pesanti, ma non si deve far l’errore di pretendere troppo

Foto di Ray Giubilo

Negli occhi di tutti gli appassionati c’è ancora l’immagine di Lorenzo Musetti in Australia che, avanti due set a uno contro Novak Djokovic, si toglie la fascia tra i capelli e annuncia il ritiro a causa di un problema all’adduttore. Il 2026 del tennista di Carrara è ancora fermo lì, ma ora la stagione sul rosso è prossima a cominciare, e tanto c’è in ballo da qui fino al prossimo giugno. Sulla carta sono 2.250 i punti che Musetti difende fino al Roland Garros– frutto della finale a Montecarlo e delle tre semifinali arrivate a Madrid, Roma e Parigi – quindi più della metà del suo bottino complessivo (4.265 pt.). Ma come affronterà la stagione sul rosso Lorenzo?

Il primo errore da non commettere, forse il più importante, è paragonare quel che sarà a ciò che stato. Arrivare almeno in semifinale in tutti e quattro i grandi tornei sul rosso non è cosa da tutti, e pensare di riuscirci per due stagioni consecutive è altrettanto impensabile. Musetti inoltre non vince una partita proprio dall’ottavo di finale contro Taylor Fritz in Australia, e la sua condizione fisica e mentale non è certamente delle migliori. In questo senso quindi la stagione sul rosso sarà un secondo esame di maturità, dopo quello che è stato passato a pieni voti lo scorso anno quando si chiedeva a Lorenzo di diventare grande. Lo è diventato, ha sistemato alcuni colpi ed è riuscito ad adattare il suo gioco – tanto bello quanto complicato da realizzare – alle diverse superfici. Il secondo errore da non commettere è quello di guardare la stagione sul rosso nel suo complesso: tanto Musetti quanto chi gli sta intorno dovrà essere bravo a pensare un torneo alla volta, prendendo il buono da ogni match e provando a tornare al vertice il prima possibile, senza guardare troppo la classifica e i punti da difendere.

Musetti a Montecarlo sarà la quarta forza del seeding, complice il ritiro di Novak Djokovic, e questo potrebbe dargli un piccolo vantaggio in ottica tabellone. Nel Principato sarà fondamentale ritrovare almeno la vittoria, per fare il pieno di sensazioni positive e voltare anche praticamente pagina, dopo un 2026 che è iniziato non nel migliore dei modi.