Dopo un inizio complicato, il carrarino è riuscito a rimontare Mariano Navone e a conquistare gli ottavi al Roland Garros

«Dicono che noi di Carrara siamo così: duri come il marmo». Di fatica Lorenzo Musetti ne ha dovuta fare parecchia, contro Mariano Navone, per estrarre un risultato positivo da una giornata così così, in una giornata finalmente calda (persino troppo: 31°). «Oggi le condizioni erano diverse, la palla rimbalzava molto meno, e ho faticato a troavre il ritmo giusto. Poi pian piano ho iniziato a ingranare, e alla fine sono orgoglioso di come l’ho vinta». In rimonta, come gli capita spesso. Sacramentando, parlandosi addosso. Ma l’ha vinta. «Due anni fa non so se ci sarei riuscito. La chiave per la crescita è stata mettere ordine nel mio gioco. Durante la prima gravidanza di Veronica ho attraversato un periodo difficile, mi facevo tante domande, ma da quando è nato Leo tutto si è chiarito. Poi anche oggi mi sono parlato troppo addosso, mi sono lamentato, e questo non va bene e non mi piace». Da numero 7 del mondo, le responsabilità nel frattempo crescono. «Ma non mi dispiace sentire la pressione. Io sono sempre stato visto come uno che mollava, che perdeva partite che avrebbe dovuto vincere, e per un periodo è stato parzialmente vero. Ma chi mi conosce sin dai tornei giovanili sa che in realtà sono uno che lotto. Sono un tipo sensibile, e mi faccio a volte trasportare troppo dalle emozioni, ma quella sensibilità mi aiuta anche a esprimere l’estro, la fantasia, il talento di cui si parla tanto».Con navone il match non era così facile come poteva sembrare («Adesso è numero 97, Atp, ma è stato anche 30 e sa benissimo come giocare sulla terra»), contro Rune in ottavi sarà una storia ancora più complessa. «Dovrò alzare il mio livello, non c’è dubbio. Del resto è la seconda settimana di uno Slam, sono pronto a dare tutto quello che ho». I precedenti sono 2-0 per il danese, che ha vinto nel 2014 sul cemento di Indian Wells e nel 2023 sull’erba del Queen’s. «Con lui a livello Atp non ho mai vinto, ma spero ci sia una prima volta. Qui a Parigi Holger ha sempre giocato bene, sarà sicuramente un match tosto». E servirà il miglior Lorenzo, quello che riesce a… staccare il microfono.

