Sarà un inedito derby ceco ad assegnare il titolo ai Championships al femminile: l’espressione di una fantastica scuola tennistica

Foto di Ray Giubilo

LONDRA – A conferma dell’estremo equilibrio che regna da tempo nel tennis femminile di vertice, sabato Wimbledon incoronerà la settima campionessa diversa negli ultimi sette Slam disputati. Nel 2025 fecero festa Keys (in Australia), Gauff (Roland Garros), Swiatek (Wimbledon) e Sabalenka (Us Open), quest’anno hanno vinto in Australia Rybakina, a Parigi Mirra Andreeva e a Londra Muchova o Noskova, che regaleranno alla Repubblica Ceca la terza vittoria nelle ultime quattro edizioni del torneo. Senza contare poi che il trofeo di Wimbledon sarà alzato, per la nona volta consecutiva, da una campionessa inedita su questi prati, dopo Muguruza nel 2017, seguita da Kerber, Halep, Barty, Rybakina, Vondrousova, Krejcikova e Swiatek. Quello tra Muchova e Noskova sarà poi il primo derby tutto ceco in finale di uno Slam se non consideriamo le due sfide (Us Open 1985 e Australia 1987) vinte da Hana Mandikova su una Martina Navratilova ormai di passaporto statunitense e le due vittorie di Martina nel 1986 su Sukova (Australia) e Mandlikova (Wimbledon). In uno Slam, l’ultimo derby in finale risaliva al 2017, quando in una sfida tutta a stelle e strisce Sloane Stephens battè Madison Keys. Statunitense anche l’ultimo derby a Wimbledon: nel 2009 Serena Williams sconfisse la sorella Venus. Per Muchova è la seconda finale Slam, dopo quella persa a Parigi nel 2023 contro Swiatek. Noskova invece poteva vantare, prima di Wimbledon, al massimo i quarti di finale raggiunti in Australia due anni fa.