di Gabriele RivaComincia bene il secondo Masters-Series dell’anno per gli italiani: Bracciali batte Mirnyi, e Bolelli batte Monfils
di Gabriele Riva

Comincia bene il secondo Masters-Series dell’anno per gli italiani: Bracciali batte Mirnyi, e Bolelli batte Monfils. Per loro al secondo turno Novak Djokovic e Dmitry Tursunov. Male invece il poker italiano femminile, fuori subito Pennetta, Vinci, Oprandi e Camerin


In cabina c’è Andre Agassi. Al fianco di Patrick McEnroe e Cliff Drysdale c’è il Kid di Las Vegas, il microfono è quello di Espn, i match da commentare per la tivù quelli del torneo di Miami, che quelli della vecchia scuola ricordano come Key Byscaine. E’ il secondo Masters-Series dell’anno, cronologicamente parlando. Se ne fate una questione di importanza è il primo, arriva appena appena dopo gli Slam. Un torneo che Andreino ha vinto per ben sei volte in carriera, il più vicino a lui in campo nel 2007 è Roger Federer, con due coppe sulla mensola. Oggi il favorito è sempre lui, Re Roger, perché non basta una sconfitta una tantum dal primo Canas che passa di lì per togliere il titolo di pericolo pubblico numero uno allo svizzero.

Il gruppo maschile parte compatto: dieci tra i primi dieci del mondo ai nastri di partenza, ma sono ancora fermi lì, ai box, in attesa dello sparo. Ieri notte, quando si è giocata la prima giornata, si sono sfidati solo quelli che il bye non ce l’hanno, e quindi non sono nemmeno teste di serie. Il bello però è che tra questi in campo sono scesi anche i nostri Simone Bolelli e Daniele Bracciali. Entrambi sfavoriti, contro Mirnyi e contro Monfils. Entrambi vincenti. La prima edizione del Sony Ericsson Open, dopo che per anni è stato in mano al Nasdaq-100, una società finanziaria, dunque s’è aperta con un doppio successo azzurro che dà fiducia.

Bolelli ha battuto in due set Gael Monfils, dal fisico pazzesco ma dalla tenuta mentale fragile. C’è da dire anche che il francese aveva appena vinto un torneo, il challenger di Sunrise, su un altro italiano, Andreas Seppi. A vendicare l’altoatesino è stato SuperBol, capace di mettere in sesto la propria seconda di servizio con cui ha portato a casa il 78% dei punti, percentuale che solitamente è inferiore.

Nello scontro tra specie in estinzione del circuito, nell’accezione positiva del termine, Daniele Bracciali e Max Mirnyi, due tra gli ultimi volleatori Atp, il Nostro l’ha spuntata in un match che ha fatto vedere solo 7 palle break di cui una solo sfruttata, nel secondo set dall’aretino. La palla break che, dopo il tie-break del primo set, è risultato decisiva.

Molto meno bene il fatturato italiano in campo femminile, quattro in azione, quattro in doccia da sconfitte. Sono Romina Oprandi, che ha perso dalla padrona di casa Tu, Roberta Vinci che ha ceduto in tre set all’altra statunitense Jill Craybas. Ma anche Flavia Pennetta, che proprio non riesce a tornare quella dello scorso anno, questa volta a fermarla ci ha pensato Virginie Razzano. Esce sconfitta dopo una maratona di 3 ore e 19 minuti Maria Elena Camerin, sull’1-1 pari del terzo set il tassametro segnava due ore e 50. 7-5 5-7 6-2 lo score finale.