L’ex numero 1 del mondo ha commentato la settima eliminazione in carriera al primo turno del Roland Garros

Daniil Medvedev ha incassato la settima eliminazione in carriera al primo turno del Roland Garros, un dato che la dice lunga sul suo ‘rapporto’ con questa superficie. La semifinale raggiunta agli Internazionali BNL d’Italia, dove aveva messo in seria difficoltà anche il numero 1 del mondo Jannik Sinner, aveva illuso tutti che il russo potesse essere un fattore a Parigi, invece la sua corsa è terminata subito contro Adam Walton. Il nativo di Mosca è stato protagonista di un match ricco di alti e bassi sul Suzanne Lenglen, in cui ha sciupato un break di vantaggio nel quinto set prima di regalare la vittoria all’australiano con un ultimo game tragicomico.
Da due anni a questa parte, l’ex numero 1 del mondo continua a faticare tremendamente nei tornei del Grande Slam. “Credo che sia soltanto un caso, magari tornerò a fare bene a Wimbledon. Il gioco è molto cambiato rispetto a cinque anni fa, quindi mi riesce difficile trovare il ritmo ideale. Il primo turno è solitamente il più ostico per me: una volta superato quello, la situazione tendenzialmente migliora.” Il vincitore degli US Open 2021 ha riconosciuto di aver espresso un livello scadente: “Non sono riuscito a giocare un buon tennis quel tanto che bastava per portare a casa la vittoria. Non mi piace alzarmi presto la mattina, anzi adoro dormire fino a tardi. Nel tennis bisogna adattarsi e io non sono sempre bravo a farlo. Il caldo? Mi sono trovato bene, non credo che abbia influito. Nessuno ha avuto crampi o altro.”
Il russo ha perso quella consistenza che rappresentava il suo punto di forza in passato: “Il mio tennis dipende da un paio di elementi che non posso controllare. Se la palla non viaggia, non ho la potenza di un giocatore come Jannik Sinner. Lui riesce a colpire con la massima potenza in qualsiasi condizione, facendo magari dei piccoli aggiustamenti. Io posso provare a colpire più forte che posso, ma se la palla non va, non va.”

