Il noto filosofo ha espresso alcune considerazioni molto nette riguardo al dominio di Jannik, che è arrivato a quota sei Masters 1000 di fila vincendo a Roma

Jannik Sinner sta dominando il circuito maschile e l’assenza forzata di Carlos Alcaraz non fa altro che rimarcare l’enorme divario fra l’azzurro e la concorrenza. Il numero 1 del mondo si è aggiudicato sei Masters 1000 consecutivi, di cui cinque nella stagione in corsa, facendo bottino pieno anche sulla terra rossa di Monte Carlo, Madrid e Roma. Il 24enne di Sesto Pusteria – capace di completare l’opera agli Internazionali BNL d’Italia nonostante la stanchezza – ha tutte le carte in regola per mettere la ciliegina sulla torta al Roland Garros, l’unico torneo del Grande Slam dove non ha ancora trionfato.
Grazie al successo al Foro Italico, Jannik ha completato il ‘Golden Masters‘ prima ancora di aver compiuto 25 anni e il suo dominio non sembra destinato ad arrestarsi a breve. Se da un lato la forza di Sinner non può essere messa in discussione e merita qualsiasi celebrazione possibile, dall’altro viene da chiedersi quale sia la reale caratura dei suoi avversari in assenza di Alcaraz. Intervenuto durante l’ultimo episodio della trasmissione radiofonica ‘Un giorno da pecora‘, il noto filosofo Massimo Cacciari non ha esitato ad esprimersi sulla questione: “Sinner è imbattibile perché non deve affrontare fenomeni come Federer, Nadal e Djokovic. Lo scenario attuale è molto diverso da quello di 10-15 anni fa, quando il livello medio era più alto. Se dovesse giocare contro quei mostri, non filerebbe via tutto liscio come sta accadendo in questo momento.”
Cacciari ha poi rincarato la dose: “Quei campioni erano più completi di lui, avevano più classe ed erano tecnicamente superiori. Sinner vince soprattutto grazie alla sua incredibile forza mentale, che è di gran lunga superiore rispetto a quella dei suoi rivali. Probabilmente è il migliore di sempre per capacità di stare sul pezzo e tenuta mentale. Stiamo parlando di uno straordinario campione, ma non è Federer o Nadal.”

