Dopo 50 anni un italiano torna a vincere gli Internazionali d’Italia: ci riesce Sinner battendo Ruud in finale

Foto di Ray Giubilo

Il 17 maggio 2026 è una data che gli appassionati di tennis italiani non dimenticheranno mai. Dal 30 maggio 1976 ad oggi: 50 anni sono passati e un italiano torna a vincere al Foro Italico e si impone agli Internazionali d’Italia. A riuscirci è Jannik Sinner, il n.1 del mondo e di tutto che allunga a 6 la striscia di Masters 1000 consecutivi e conclude il Golden Career Masters, vincendo tutti i Masters 1000 in calendario. In finale Casper Ruud si deve arrendere con il punteggio di 6-4 6-4 in poco più di un’ora e mezza per scrivere l’ennesima pagina indelebile di storia.

L’impatto con la partita non è perfetto per Sinner che buca completamente il primo turno di battuta, non mettendo neanche una prima in campo. L’azzurro si espone così alla manovra di Ruud che ottiene subito il break per scappare sul 2-0. Break di vantaggio che dura però molto poco per il norvegese, con Sinner che si mette a rispondere da lontano, fa partire sempre lo scambio e ottiene immediatamente il contro-break. Un contro-break che gli permette di gestire con maggiore serenità tutto il resto del set: Jannik si trova sullo 0-30 in risposta sul 3-3 e sul 4-4 arriva l’allungo decisivo grazie a tre smorzate. Set che si conclude quindi con il punteggio di 6-4 per il n.1 del mondo.

Inerzia favorevole che Sinner si porta dietro anche all’inizio del secondo set: il break arriva subito grazie a un lungolinea di rovescio di eccezionale. Rispetto all’inizio l’altoatesino trova una scioltezza decisamente diversa, va come un treno al servizio e va anche vicino al doppio break sul 2-0, ma Ruud in qualche modo si salva e rimane a galla. Il norvegese ritrova qualche certezza nei suoi turni di battuta, ma dall’altra parte Sinner è praticamente inattaccabile al servizio: a sorpresa per uno smash steccato arriva la palla del 4-4 per Ruud, ma l’italiano mette la prima e la annulla con un uno-due sicuro e sul 5-4 non trema chiudendo i conti e scrivendo ancora la storia.