Un pagellone da 10 a 0 per andare ad analizzare le tre settimane intense di tennis a Flushing Meadows

Foto di Ray Giubilo

Promossi e bocciati dell’ultimo Slam dell’anno.

10 E LODE ALCARAZ
Seconda vittoria Slam dell’anno (la sesta in totale), 11° successo contro Sinner su sedici confronti, settimo torneo vinto nel 2025 e primato della classifica riconquistato. Un premio meritato per lo splendido torneo di Carlos (un solo set perso) e la conferma che quando gioca come ha fatto in finale è (quasi) intoccabile.

10 SABALENKA
Dopo due finali (e una semifinale) perse negli Slam di quest’anno, Aryna aveva proprio bisogno di vincere questo torneo. E ci è riuscita alla grande cedendo solo un set. Se riuscirà a non farsi sopraffare dalle emozioni, vincerà ancora tanto.

9 SINNER E ANISIMOVA
Jannik ha dovuto incassare una sconfitta bruciante non giocando al meglio ma la sua stagione resta splendida. Il 2025 comunque non è finito, ci sono tante sfide (Davis e Finals soprattutto) dove chiedere la rivincita a Carlos. Per Amanda seconda finale Slam di fila e quarto posto nel ranking. Non è crollata come contro Swiatek a Wimbledon però è apparsa ancora immatura per alzare un grande trofeo. Ma il tempo per imparare ce l’ha.

8 OSAKA, AUGER ALIASSIME, DJOKOVIC
A loro gli Oscar come migliori attori non protagonisti: Osaka è finalmente tornata ad annusare l’aria dei giorni conclusivi dei tornei più importanti, Felix si è rilanciato alla grande dopo un paio di anni grigi, e Nole ha dimostrato la solita voglia di poter essere ancora competitivo ad alti livelli. Contro Sinner e Alcaraz, però – e lo sa bene pure lui – non è più da corsa, almeno sulla lunga distanza.

7 MUSETTI, ERRANI, VAVASSORI
Tanta Italia dietro Sinner: Lorenzo è tornato a giocare ai suoi livelli, arrendendosi solo nel derby con Jannik, Errani e Vavassori hanno avviato gli Us Open conquistando il “nuovo” torneo di doppio misto, difendendo con successo il titolo del 2024.

6 SWIATEK e ANDREEVA – Iga aveva illuso dopo il successo a Wimbledon e quello di Cincinnati. A New York non ha mai impressionato prima di perdere nettamente nei quarti da Anisimova. Mirra invece si un po’ fermata dopo i trionfi a Dubai e Indian Wells. A New York ha perso cinque giochi nelle prime due partite poi si è arresa ai tagli e agli attacchi di Townsend. Tutta esperienza.

5 PAOLINI – Le prime due partite avevano fatto ben sperare, contro Vondrousova è crollata dopo un buon primo set. E anche il suo rendimento in doppio non è stato ai livelli a cui ci ha abituata. In King Cup servirà un’altra Jasmine.

4 FRITZ – Taylor ci ha provato ma il Djokovic a scartamento ridotto del 2025 è bastato per fermarlo nei quarti di finale, infliggendogli l’undicesima sconfitta in altrettanti incroci. E così gli anni che separano gli Stati Uniti dall’ultimo successo in uno Slam (Roddick agli Us Open) sono saliti a 22.

3 GAUFF – La lunga estate calda di Coco, dopo il trionfo di Parigi, le ha riservato solo delusioni: appena 8 partite vinte in cinque tornei per la grande speranza americana, a New York dominata negli ottavi da Osaka. Con i soliti problemi a servizio e dritto che non riesce proprio a risolvere.

2 ZVEREV – Non ci siamo, caro Sasha. Sembra che il suo tennis faccia molto meno male rispetto agli anni scorsi. La finale raggiunta agli Open d’Australia di gennaio (unica eccezione al duopolio Sinner-Alcaraz) doveva essere un trampolino di (ri)lancio e invece è rimasta una delle poche soddisfazioni dell’anno. A New York è uscito al terzo turno per mano di Auger-Aliassime.

1 MEDVEDEV – Non bastano tutte le sconfitte che sta accumulando torneo dopo torneo, la sua scenata nel primo turno con il povero Bonzi ha fatto il giro del mondo. Abbandonato anche dal suo coach storico, Cervara (ora ci proveranno Thomas Johansson e Rohan Goetzke), rischia il tracollo in classifica, intanto è sceso al 18° posto.