Nonostante l’inizio dello Us Open, tanti tifosi italiani condividono con l’autore l’emozione di attendere la discesa in campo del nostro numero uno

Sì, è vero. È quasi imbarazzante dover ammettere che in questi ultimi due anni, molti appassionati non fanno che aspettare che scenda in campo quel ragazzo coi capelli rossi. Poco importa dove si giochi. L’attesa è sempre la stessa, e ha talmente bisogno di essere nutrita, che a volte ci si accontenta anche dei video degli allenamenti di Jannik Sinner. Non è serio, lo so. L’appassionato dovrebbe essere appassionato dello sport del tennis a trecentosessanta gradi, con alcune preferenze più o meno spiccate, certo, ma senza le esagerazioni che, tocca ammetterlo, molti di noi stanno vivendo in maniera, poi, sempre più intensa, per certi aspetti quasi smodata (bisognerebbe dare un’occhiata ai miei taccuini, quelli cartacei, ma meglio evitare). È un po’ come – per chi a metà anni settanta aveva l’età dell’adolescenza – essere ritornati indietro di decenni, quando Adriano Panatta aveva illuminato l’immaginario, e i quaderni, i diari, di tanti di noi. Soltanto un po’, però, perché Jannik Sinner l’immaginario lo riempie ogni giorno e le pagine dei taccuini – quelli di noi adolescenti di allora, diventati adulti – non bastano mai.

Ecco. È vero. Nell’attesa di quel match d’esordio contro Kopriva sarebbe opportuno occuparsi anche del resto. Oggi bisognerebbe scrivere di Daniil Medvedev e di colui che è diventato il suo incubo, Benjamin Bonzi, che lo ha sbattuto fuori (il verbo sbattere non è scelto a caso) prima da Wimbledon, al primo turno, e ora dagli Us Open. E qualche riga la meriterebbe anche la sceneggiata, diventata ormai abituale, messa in atto dal russo. Ma meglio di no. Meglio goderci l’attesa, aspettando Jannik Sinner.

Roberto Ferrucci è nato a Venezia (Marghera) nel 1960. Ha esordito nel 1993 con il romanzo “Terra rossa”, pubblicato da Transeuropa, e in quegli anni ha scritto spesso per “Il Tennis Italiano”. Il suo ultimo libro “Il mondo che ha fatto”, che racconta la sua amicizia con lo scrittore Daniele Del Giudice, è stato pubblicato nel 2025 da La nave di Teseo e candidato da Claudio Magris al Premio Strega. Scrive per i quotidiani di Nordest Multimedia e su La Lettura del “Corriere della Sera”. Dal 2002 insegna Scrittura creativa alla facoltà di Lettere dell’Università di Padova, conduce laboratori di scrittura in Italia e Francia. Per Helvetia Editrice dirige la collana “Taccuini d’autore”.