Le parole del carrarino dopo la sconfitta con Casper Ruud negli ottavi di finale del Masters 1000 di Roma

Deluso, sconfortato. Rammaricato al punto da scusarsi «con il pubblico di Roma per lo spettacolo che ho offerto. Purtroppo le condizioni fisiche non mi hanno permesso di far vedere il mio tennis». Lorenzo Musetti esce di scena in una mattinata di vento e rimpianti, eliminato in due set da Casper Ruud, e più che il risultato è la maniera in cui è maturato che offende, perché il Muso non ha mai dato l’impressione di potersela giocare. «Non ho voluto ritirarmi perché sono un po’ stanco dei ritiri – aggiunge mesto – Ma non ho potuto fare nulla per arginare l’infortunio». Anche l’intervento del fisio per massaggiargli la coscia sinistra, quando però ormai i buoi erano scappati, alla fine del secondo set, non ha sortito effetto. E ora anche il Roland Garros, dove come a Roma ha una semifinale da difendere, è a rischio. Dagli Australian Open in poi è stato un calvario: l’adduttore nei quarti di Melbourne quando stava dominando Djokovic, che l’ha costretto a tre mesi di stop, poi altri malanni minori, compreso quello rimediato qui al Foro.
«Nei prossimi giorni faremo dei controlli più approfonditi, spero che il dolore e il fastidio alla coscia calino. Mi ha fatto comunque piacere sentire l’affetto del pubblico, il sostegno che mi ha dato. Purtroppo da dopo l’Australia sto vivendo un periodo non facile, tanti infortuni che non mi hanno consentito di esprimermi al meglio proprio nel momento che doveva essere più favorevole, e che mi destabilizzano anche mentalmente». L’unico, piccolo spiraglio nei due match di Madrid, «specie quello contro Griekspoor, che mi aveva dato fiducia», poi di nuovo il black out fisico. «Qui a Roma ho giocato sempre con una gamba sola, con la paura di appoggiare la sinistra e peggiorare la situazione. Ora per quanto riguarda il rosso resta l’ultima speranza, il Roland Garros, ma la condizione è quella. Poi se penso al futuro lo vedo un po’ offuscato, ogni giorno succede qualcosa e fatico ad essere lucido». La sconfitta gli costerà anche l’uscita dalla top 10. «Ed è un po’ una beffa, perché nella top ten ero entrato l’anno scorso, proprio qui a Roma, e non mi aspettavo un esito del genere».
Dopo la terra c’è l’erba di Wimbledon, dove due anni fa Lorenzo aveva raggiunto la semifinale, poi il cemento americano. In carriera non era mai capitato al Muso di infilare una sequenza di infortuni così prolungata. «Il motivo non l’ho trovato, altrimenti non sarei in queste condizioni. Qualcosa abbiamo già provato a cambiare, non vi voglio tediare con la mia routine quotidiana, e qualcosa altro proveremo a cambiare. Il problema è anche che non si tratta di un solo problema grosso, che al limite è più facile da superare, ma di tanti piccoli, capitati tutti nei momenti peggiori».

