Jasmine Paolini e la politica dei fatti

Spesso scarsamente considerata perché poco appariscente, Jasmine Paolini è l'esempio di chi fa parlare i fatti: tanta serietà e professionalità, coniugate a un'ottima tecnica, le hanno meritatamente aperto la strada verso le top 15

foto Ray Giubilo

Complimenti a Jasmine Paolini per la sua bellissima vittoria nel 1000 di Dubai, che spero sia seguita da tante altre. Forse perché è piccolina e perché si fa i fatti suoi, Jasmine non è mai stata considerata per quello che è, cioè una ottima giocatrice.

Me lo diceva quando Jasmine aveva 14/15 anni Ivano Pieri, il suo bravissimo primo coach, uno che fa sempre giocare bene i suoi allievi, persona molto seria e di poche parole: ha trasmesso queste doti a Jasmine, che infatti parla molto con i fatti, come Renzo Furlan che la sta aiutando.

A me Jasmine ricorda molto Sara Errani, anche lei poco considerata, silenziosa ma fortissima. Sarà per il suo aspetto di ragazza semplice, poco appariscente, che Jasmine è poco considerata dagli appassionati ma gioca benissimo a tennis, dà sempre tutta se stessa, è seria, e in questo somiglia sì alla Errani ma anche a Sinner. Come Jannik è molto professionale; troppo spesso, e faccio mea culpa anche io, diciamo che il tennis femminile italiano non è all’altezza dei maschi e invece Jasmine è la leader in un gruppo di ragazze magari non fenomenali ma molto brave, professionali, serie e concrete come Cocciaretto, Giorgi, Bronzetti e tante altre.

Certo Sinner e la coppa Davis hanno avuto un impatto fortissimo - specie Jannik - non solo sul nostro movimento ma su tutto lo sport e i media italiani, anche quelli non di settore, ma le nostre ragazze sono arrivate in finale in Fed Cup e ora la nostra leader Jasmine Paolini ci ha regalato questa gioia: posso solo rinnovare i complimenti ed attendere fiduciosamente il suo prossimo successo. Il 2024 tennistico ci sta facendo ricordare un assioma vecchio quanto il mondo: fatti, non parole.

Insomma più allenamento, più serietà, più tennis e sudore, meno parole, fronzoli, pettegolezzi e social media: questo ci fanno capire i nostri ragazzi, non solo Sinner e Paolini ma anche Sonego, Arnaldi, Cobolli, Darderi, Cocciaretto etc etc.

Grazie ragazzi e ragazze!

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