15 mesi di stop e tre operazioni al ginocchio non hanno demoralizzato Margarita Gasparyan. La 23enne russa, dotata di un favoloso rovescio a una mano, è tornata a giocare al WTA di Mosca ed è finalmente pronta. “Ho avuto paura di non giocare mai più”. Giocherà un torneo ITF a dicembre, poi la vedremo all'Australian Open.

Non solo aveva tutto per sfondare, ma Margarita Gasparyan possedeva un bonus, un jolly, qualcosa che l'aveva resa speciale: uno straordinario rovescio a una mano, colpo sempre più raro nel circuito femminile. Quando sembrava ormai pronta a spiccare il volo, a neanche 22 anni di età, è stata vittima di un grave infortunio al ginocchio che l'ha tenuta fuori per 15 mesi, mettendone a rischio la carriera. Il suo nome è salito alla ribalta qualche anno fa, durante il torneo di Wimbledon, quando ingaggiò una dura battaglia contro Serena Williams. Qualche settimana dopo si sarebbe aggiudicata il primo titolo WTA, a Baku (sia in singolare che in doppio). Risultati che l'avevano proposta come stella nascente del circuito WTA, non solo del tennis russo. Nel 2016 era partita alla grande, raggiungendo il quarto turno all'Australian Open prima di incagliarsi nuovamente contro Serena Williams. Da lì in poi, tuttavia, era entrata in crisi di risultati. Raccolse una sconfitta dopo l'altra fino all'ultimo match, giocato a Wimbledon. Poi era scomparsa dalla circolazione, senza lasciare traccia di sé nemmeno sui social network. Per questo, in molti si sono stupiti quando è ricomparsa nelle qualificazioni della Kremlin Cup. Margarita ha perso un match molto combattuto contro la greca Valentini Grammatikopoulou, peraltro dopo essere stata in vantaggio 6-4 5-3. È finita 4-6 7-5 7-5, ottava sconfitta consecutiva. “Sono stata troppo felice di poter tornare” ha detto dopo la sconfitta. A ben vedere, il risultato finale era l'ultima cosa che conta. Durante il lungo periodo di stop, pur non potendo giocare, Margarita ha presenziato a un paio di incontri della Fed Cup russo per sostenere le sue compagne, invitata da Anastasia Myskina.

VERSO L'AUSTRALIAN OPEN
Margarita aveva esordito nella competizione proprio in Italia, giocando il doppio a risultato acquisito nella finale del 2013. A parte quello, ha guardato poco tennis in TV perché veniva assalita da un forte senso di nostalgia. Parlando del suo infortunio, ha definito “duro” il lungo processo di recupero. “Ci sono stati momenti in cui non sapevo se sarei mai tornata a giocare. Diverse persone mi sono rimaste vicine e mi hanno aiutato a rimettermi in piedi e a credere in me. Per fortuna è andato tutto per il meglio”. 15 mesi sono un periodo clamorosamente lungo per un atleta professionista. In mezzo, ci sono state ben tre operazioni al ginocchio. Anche se il medico diceva che erano andate a buon fine, lei non avvertiva particolari miglioramenti e ha dovuto svolgere due ulteriori mesi di riabilitazione, aggiungendo una sortita in Austria per ricevere ulteriori cure. A volte il dolore era insopportabile anche nella vita di tutti i giorni. Prima di tornare sul campo, ha dovuto effettuare alcuni passaggi intermedi come correre e saltare. “Sono stati i momenti più felici” ha detto Margarita, che è stata al massimo numero 41 WTA. Il programma è già stabilito: a dicembre giocherà un torneo ITF a Dubai, con l'obiettivo di mettere un po' di tennis nelle gambe. Tornerà a giocare a tempo pieno l'anno prossimo, con la trasferta australiana: prima giocherà un paio di eventi di preparazione, poi la vedremo nel main draw dell'Australian Open, dove usufruirà del ranking protetto. Nella speranza che non abbia perso quel tennis che tanto ci aveva fatto divertire. Un tennis in via d'estinzione.