Ogni stagione racconta storie differenti e ci sono sempre nuovi talenti pronti ad emergere: di seguito i cinque migliori prospetti per la stagione 2026

La caccia è sempre aperta, e per ogni stagione che inizia la volontà è sempre quella di trovare il nuovo talento pronto a spaccare i circuiti ATP e WTA. Non sempre le attese vengono poi ripagate, e il percorso di crescita di ogni giocatore può essere differente, e il momento di svolta può arrivare quando meno lo si aspetta. Ci sono però delle chiavi di lettura che possono portare a conoscere con qualche tempo d’anticipo chi potrà essere protagonista, e per questo di seguito vi proponiamo i cinque migliori prospetti del 2026. Si tratta di giocatori con prospettive differenti e che si trovano in momenti diversi delle loro giovani carriere, ma per un motivo o per un altro è possibile che già nei prossimi dodici mesi si sentirà e non poco parlare di loro.
HENRY BERNET
Il futuro sembra essere totalmente dalla sua parte, ma dovrà fare attenzione a non essere schiacciato dalla pressione. Henry Bernet è sicuramente uno dei talenti più cristallini del panorama mondiale, salito agli onori della cronaca dopo aver vinto gli Australian Open 2025 Juniores, proprio nel giorno del suo diciottesimo compleanno. Bernet è un classe 2007, attualmente al numero 513 del ranking ATP ma con un best ranking alla posizione numero 479, vanta già una vittoria nel circuito maggiore (nell’ottobre del 2024, a Basilea contro Fabio Fognini). Dopo l’incredibile exploit in Australia – con la vittoria in finale su Benjamin Willwerth con il punteggio di 6-3, 6-4 – Bernet ha collezionato altri ottimi risultati in stagione a livello ITF, con le vittorie nei tornei 25k di Muttenz e Losanna, mentre ha faticato di più a livello Challenger dove non è mai riuscito a vincere più di due partite consecutive in un torneo.
Una garanzia per la crescita del giovane svizzero è senza dubbio la collaborazione con Severin Luthi, annunciata proprio durante gli Australian Open. Luthi è un allenatore di grande esperienza, e saprà sicuramente consigliare al meglio il giovane prospetto, che ha dalla sua una grande pressione. Si perché per un giocatore che nasce in Svizzera e gioca un gran rovescio a una mano come il suo, è facile che l’etichetta di ‘nuovo Federer’ possa diventare un fardello troppo pesante da portare sulle spalle, così come in passato ha già tediato le carriere di altri prima di lui (vedi Dimitrov, che ha sempre sofferto il paragone). Nel 2026 potrà sicuramente crescere molto e sarà importante fare bene anche nel circuito Challenger, con la possibilità di ottenere qualche wildcard nei tornei di casa è affacciarsi così nuovamente nel circuito maggiore.
LILLI TAGGER
Sono diversi i punti di contatto tra Bernet e il secondo prospetto che vogliamo presentare, ovvero Lilli Tagger. Qui si parla di una classe 2008 nata a Linz, in Austria, ma anche per lei le luci dei riflettori si sono accese dopo la vittoria nel Roland Garros Juniores, con la vittoria piuttosto netta per 6-2, 6-0 ai danni di Hannah Klugman. E anche lei, proprio come Bernet, è ben consigliata: dal 2023, infatti, Tagger è seguita dalla nostra Francesca Schiavone, e insieme stanno raggiungendo risultati incredibili. Si perché dopo l’exploit in terra francese, la giovane austriaca ha continua a macinare successi, scalando oltre 600 posizioni e conquistando il best ranking al numero 152 della classifica mondiale. Da segnalare soprattutto l’incredibile cavalcata nel WTA 250 di Jiujiang dove senza perdere neanche un set è arrivata fino in finale – dove ha perso contro Blinkova – diventando la prima classe 2008 a disputare una finale WTA e la finalista più giovane e con il ranking più basso del 2025.
“E’ disciplinata e si dedica al lavoro ogni singolo giorno – ha detto di lei coach Schiavone -. Si concentra sul miglioramento costante. Ma riesce anche a divertirsi in campo e si gode il gioco nonostante il lavoro intenso e duro che svolge giorno dopo giorno”. Sicuramente il prossimo anno dovrà scontrarsi con la pressione di diventare grande, con quello step tanto doloroso quanto necessario nel passaggio dai tornei Juniores al circuito professionistico. Anche in questo caso, il futuro è nelle sue mani.
FEDERICO CINà
Di lui si parla un gran bene già da qualche anno, ma la sensazione è che la prossima sia una stagione cruciale nel percorso di crescita di Federico Cinà. Nonostante sia un classe 2007 al pari di Bernet, la storia di Federico ‘pallino’ Cinà è ben differente, dove manca ancora l’acuto che possa far girare la sua carriera. Il 2025 è stato un anno sicuramente particolare per il giovane talento azzurro, caratterizzato da diversi alti ma anche da troppi bassi: quando a marzo è arrivata la wildcard per giocare il Masters 1000 di Miami in molti pensarono a una mossa scellerata, ma sceso in campo ha saputo onorare al meglio la scelta degli organizzatori e al primo turno ha ottenuto una bella vittoria contro Francisco Comesana con un doppio 7-6. Cinà è stato in grado di ripetersi anche nel Masters 1000 di Madrid – vittoria in tre set su Wong all’esordio – ma è proprio in quel momento che qualcosa si è spento.
La seconda parte del 2025 ha regalato poche soddisfazioni al giovane azzurro, con tante sconfitte al primo turno nei tornei Challenger, rimediando anche passivi piuttosto pesanti contro giocatori di bassa classifica (6-0, 6-0 contro il numero 874 del mondo Jay Dylan Hara Friend). Nonostante questo la classe e il talento di Cinà non possono essere messi in dubbio, considerando anche la guida tecnica di papà Francesco – allenatore di Roberta Vinci, campionessa agli US Open 2025 – e la consapevolezza di avere tutto per fare bene. Lo step in più nel 2026 sarà quello di iniziare a vincere – 3 finali perse su 3 in questa stagione – e l’obiettivo deve essere la qualificazione alle Next-Gen ATP Finals. Sicuramente potrà contare su diverse wildcard da parte della Federazione, e i tanti tornei organizzati nel nostro paese rappresentano l’occasione migliore per scalare ulteriormente il ranking (attualmente numero 237).
TEREZA VALENTOVA
Altre prospettive di classifica e una crescita che nel 2025 è stata incredibile, ma anche in questo caso parliamo di una classe 2007. Tereza Valentova ha vissuto una stagione da protagonista, passando dal numero 261 al numero 60 del ranking WTA, togliendosi anche la soddisfazione di conquistare la prima finale WTA ad Osaka, dove però è stata sconfitta in tre set da Leylah Fernandez. Chi segue da vicino il tennis giovanile probabilmente si è imbattuto nella giovane tennista ceca già nel 2024, quando vinse il Roland Garros Juniores sia in singolare che in doppio e mettendo a segno 30 vittorie su 32 partite disputate nel circuito ITF nei primi mesi dell’anno. Il suo percorso di crescita è stato però rallentato da un brutto infortunio all’anca, che non solo l’hanno tenuta lontana dai campi per tre mesi ma hanno anche interrotto quel flow nel quale sembrava essersi pienamente inserita.
Quel che potrà fare nel 2026 è provare a dare continuità agli ottimi risultati della stagione appena conclusa, con l’obiettivo di provare a vincere il primo titolo nel circuito maggiore. Il suo coach a partire da quest’anno è Salaba Libor, una scelta forte compiuta da Valentova che proprio all’inizio di questa stagione ha salutato il suo vecchio coach, che dice essere troppo severo, mentre ora è riuscita a ricrearsi l’ambiente migliore per far emergere il proprio talento.
NICOLAI BUDKOV KJAER
Dei cinque nomi presentati è forse quello su cui bisogna scommettere con un pizzico più di remore. Si perché alla vittoria di Wimbledon Juniores nel 2024 e al successivo primato nel ranking di categoria, almeno per ora, non hanno fatto seguito importanti risultati nel circuito professionistico e le soddisfazioni, quelle importanti, devono ancora arrivare. Nel corso di questa stagione ha ottenuto però oltre 50 vittorie e si è qualificato per le Next-Gen ATP Finals chiudendo al sesto posto della Race, grazie ai 4 titoli Challenger ottenuti e a un ranking che lo vede al momento alla posizione numero 136.
Chi può certamente guidarlo nel suo percorso di crescita è il padre Alexander, che per 5 anni – dal 2015 al 2020 – fu CEO della federazione tennistica norvegese mentre ora è manager del figlio. Inoltre Kjaer può contare sulla supervisione e i preziosi consigli di Casper Ruud, unico norvegese insieme al padre Christian ad aver chiuso l’anno in top 200. Un eventuale successo alle Next-Gen ATP Finals, dove tuttavia non è il principale favorito, potrebbe dargli una spinta ulteriore per fare bene il prossimo anno, e spiccare finalmente il volo.

