L’analisi dell’ex numero 4 al mondo a poche ore dalla finale del Masters 1000 di Montecarlo che vedrà sfidarsi Sinner e Alcaraz per la prima volta nel 2026

Foto di Ray Giubilo

Manca sempre meno al primo atto ufficiale della stagione tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, con i primi due della classe che si sfideranno per il titolo a Montecarlo e il primato mondiale. Come in tutte le altre occasioni, è difficile capire in anticipo cosa succederà tra i due, anche perché entrambi stanno esprimendo un livello di gioco molto alto nel Principato. Sul tema ha provato a fornire alcune chiavi di lettura Brad Gilbert, ex numero 4 al mondo e coach di alto livello, raggiunto dai microfoni dell’ATP a poche ore dalla finale.

Il primo punto affrontato da Gilbert è il livello di tensione, che soprattutto per lo spagnolo non potrà scendere sotto un certo livello. “Per Sinner oggi (ieri, nda) è stata una passeggiata con Zverev, ma Alcaraz potrebbe fare contro di lui cose che altri non possono fare. Alcaraz a volte può avere dei cali di concentrazione, ma contro Sinner non può permetterselo e penso che sia pronto”. Passando ad analizzare i profili dei due rivali, il coach statunitense si è soffermato su due aspetti che per lui sono centrali. Parlando di Alcaraz ha spiegato che “ciò che lo distingue davvero e che lo rende così affascinante è la sua incredibile imprevedibilità, il suo livello di genialità. Improvvisamente, nel momento più critico, può tirare fuori un paio di palle corse o giocare un serve and volley, o un dritto potentissimo. Può sorprenderti in ogni momento, al di là di ogni strategia”.

Dal canto di Sinner, Gilbert ha invece lodato i suoi miglioramenti al servizio. “Sta servendo benissimo, soprattutto da Indian Wells in poi. Non è un battitore da 233 km/h, diciamo che ha un servizio simile a quello di Federer. Serve un po’ più forte, ma in maniera estremamente precisa. Al momento sta giocando ad un livello incredibile, con grande metodo”.