Grande soddisfazione del brasiliano dopo la prestazione vincente contro Matteo: “Ho giocato in modo molto e con fiducia”

Alla sua prima partecipazione al Country Club – e dopo aver battuto Diallo e Rinderknech – João Fonseca (n. 40 ATP) esprime un tennis solidissimo contro Matteo Berrettini, imponendosi per 6-3 6-2 in un’ora e 14 minuti. Un traguardo importante che gli vale il primo quarto in un Masters 1000. Nella prossima sfida lo attende il n. 3 del mondo, Alexander Zverev. Imperturbabile in campo e assai centrato, il tennista carioca è riuscito a mettere in difficoltà l’azzurro con un repertorio completo ma, soprattutto, utilizzando perfettamente l’arma migliore dello stesso Matteo, il dritto potentissimo e penetrante. E poi, la battuta. João ha messo a segno nientemeno che il 90% dei punti con le prime di servizio, con una percentuale del 70% di prime palle.
“Il dritto di Berrettini? È fortissimo” ha commentato João in conferenza stampa, “quando l’ho affrontato la prima volta, in effetti è stato difficile per me. Abbiamo giocato sul duro in Coppa Davis e Matteo colpiva i dritti come un pazzo; era molto complicato contrastarlo, metteva grandissima pressione e sentivo il peso dei colpi. Ma direi che anche Carlos ha un gran dritto, così come Tsitsipas. Oggi, invece, ho giocato in modo molto offensivo, sono riuscito a mettergli grande pressione nei turni di risposta e ho servito molto bene”.
Fonseca, nonostante i suoi 188 centimetri di altezza, sta dimostrando una sempre maggiore mobilità in campo. Ha effettuato un lavoro specifico sugli spostamenti negli ultimi mesi? “Sì. Prima dell’inizio della stagione, purtroppo mi sono infortunato; poi, di ritorno dall’Australia, ho avuto alcune settimane per prepararmi e ho lavorato molto sugli spostamenti su terra e cemento e, presto, lo farò anche sull’erba. È fondamentale per riuscire ad entrare tra i migliori dieci o cinque giocatori del mondo”. Per migliorare progressivamente, Fonseca ha ammesso ai giornalisti di servirsi, a volte, anche di “TennisIQ” dell’ATP per studiare le statistiche dei giocatori: ‘Il mio allenatore si interessa spesso di dati e statistiche e mi piace quando mi fa un bilancio delle scelte tecnico-tattiche degli avversari quando stiamo preparando una partita. È utile per migliorare”.
“Cosa desidererei alla fine della stagione sulla terra? Se ottenessi buoni risultati sarei felice” ha detto Fonseca, “tuttavia, anche in caso di sconfitta, se riuscissi a giocare un buon tennis e a mantenere una mentalità positiva prendendo dei rischi in campo, sarei comunque soddisfatto. Ora, la cosa importante è imparare sempre qualcosa di nuovo dalle partite. Ciò che conta adesso è affrontare le partite dando il meglio di me e mettercela tutta per vincere. Quindi, alla fine della stagione sul rosso, vorrei essere soddisfatto di me stesso per aver fatto il possibile per migliorarmi”.

