Il 23enne britannico si è reso protagonista di una cavalcata da favola a Wimbledon, raggiungendo addirittura le semifinali

Foto di Ray Giubilo

Lo straordinario Wimbledon di Arthur Fery si è concluso in semifinale contro Alexander Zverev. La wild card britannica, che aveva iniziato il torneo da numero 114 del mondo, è stata protagonista di una run destinata a rimanere negli annali e merita soltanto applausi per ciò che ha realizzato nelle due settimane londinesi. L’idolo di casa, che aveva vinto appena 11 match a livello ATP prima dell’inizio dei Championships, si è tolto lo sfizio di eliminare giocatori del calibro di Grigor Dimitrov e Flavio Cobolli a suon di prestazioni scintillanti.

Fery sperava di creare qualche problema in più a Sascha in semifinale, ma c’è stata vera lotta soltanto fino al tiebreak del primo set, poi il campione del Roland Garros ha preso decisamente il largo. “Mi sentivo bene, ma per qualche motivo non sono riuscito ad esprimermi allo stesso livello dei turni precedenti” – ha ammesso Arthur in conferenza stampa. “Non ho giocato bene il tiebreak e non ho mai trovato il ritmo giusto, complice anche il suo stile di gioco che mi metteva costantemente sotto pressione. La pallina arrivava più velocemente di quanto io sia abituato. Il suo diritto era molto potente e io non sono stato in grado di mettergli qualche tarlo nella testa. Il suo rovescio è sempre solidissimo e ha un servizio difficilissimo da leggere. Direi che Alexander non ha punti deboli evidenti” – ha aggiunto.

Il 23enne britannico sa che questo torneo rappresenta un nuovo inizio per lui: “Cambieranno tante cose nel futuro prossimo. Potrò partecipare ai tornei più importanti per almeno un anno intero e sarà interessante vedere come gestirò questa pressione. Sarà una sfida da affrontare e so già che mi ci vorrà del tempo per assimilare tutto ciò. Mi prenderò tutto il tempo necessario per ricaricare le pile e darò il massimo in ogni singola partita nel prosieguo della stagione.”