La giocatrice filippina sta sorprendendo tutti a Wimbledon, e dopo aver eliminato Iga Swiatek vuole continuare a sognare

LONDRA – «Nelle Filippine non esistono campi in erba. Sono cresciuta su un terreno tracciato sopra un campo da basket; o meglio, il campo da basket era stato tracciato sopra quello da tennis. C’erano i canestri, non potevo arretrare molto, altrimenti ci sarei andata a sbattere contro. Quindi non sono cresciuta sull’erba, ci ho giocato la prima volta da junior». Alexandra Eala, 21 anni, è la prima rappresentante delle Filippine ad avere raggiunto in singolare (Treat Huey, dieci anni fa, fu semifinalista nel doppio maschile) la seconda settimana a Wimbledon. Ieri ha battuto la campionessa in carica, Iga Swiatek, e domani sfiderà negli ottavi Jasmine Paolini. «Wimbledon è il torneo che ho sempre sognato, amo la sua eleganza, il portamento delle persone, il codice di abbigliamento rigorosamente bianco, anche il verde dei campi». Dopo aver sconfitta Swiatek, ha dedicato la vittoria «alle bambine, come me, che vanno ad allenarsi accompagnate dal nonno, con le guance paffute e le scarpe da ginnastica», poi ha chiarito di voler festeggiare ma… non troppo. «Il mio è un lungo percorso, il lavoro quotidiano e l’etica lavorativa mi mantengono con i piedi per terra e pienamente concentrato. E’ giusto godersi vittorie importanti, però, man mano che la partita successiva si avvicina, è come se il mio corpo lo percepisse e mi spingesse a ritrovare la concentrazione»,
Numero 32 del mondo, ma già sicura di salire almeno al 28° posto, suo best ranking, Alex – come è comunemente chiamata – è nata in una famiglia sportiva: la madre è stata un’ottima nuotatrice (medaglia di bronzo nei Giochi del Sud Est Asiatico del 1985 nei 100 dorso) mentre il nonno è stato commissario della Federazione di basket delle Filippine. Lei, che a 13 anni si è trasferita nell’Academy di Nadal, suo nume ispiratore, rifiuta i paragoni con i grandi sportivi del suo Paese. «Naturalmente l’eroe sportivo nazionale delle Filippine è Manny Pacquiao. Quando combatteva era quasi come un giorno di festa: ci riunivamo tutti per guardare i suoi incontri. La gente lasciava il lavoro; era davvero un grande evento. E’ stata una figura di grande ispirazione per tutti gli sportivi. E poi Hidilyn Diaz, che ha vinto nel sollevamento pesi la prima medaglia d’oro olimpica per le Filippine, e Carlos Yulo, che invece a Parigi ha vinto due medaglie d’oro nella ginnastica artistica. Da parte mia sarebbe un grande onore poter ispirare gli altri, mi spinge a diventare la versione migliore di me, perché so che molte persone mi vedono come un punto di riferimento. Tuttavia, il messaggio principale che voglio trasmettere è un altro: non voglio che mi guardino dicendo “Voglio essere la prossima Alex Eala”, ma che dicano “Wow, voglio essere la prima versione di me stessa; voglio tracciare il mio percorso». La sua popolarità comunque cresce impetuosamente, anche a Wimbledon è sempre seguita da un gran numero di tifosi di…. casa. «Noi filippini siamo molto orgogliosi delle nostre origini, abbiamo un senso di comunità davvero forte, ci sosteniamo a vicenda. E poi abbiamo una grande etica del lavoro: quando conta davvero, sappiamo farci valere».
Per lei Wimbledon è il quinto torneo della stagione su erba: ha vinto a Birmingham ed è stata semifinalista a Berlino. Un avversaria complicata per Jasmine, battuta da Eala a febbraio sul cemento di Dubai. «Paolini è un’ottima giocatrice e una grande combattente. La partita di Dubai non è stata facile, come non sarà facile quella che giocheremo qui. Dovrò concentrare tutte le mie energie su questo incontro».

