L’americano classe 2010 ha superato in rimonta Cruz Hewitt nel torneo Junior, e non è passata inosservata la somiglianza con Yamal

Foto di Ray Giubilo

LONDRA – Somiglia tanto a Lamine Yamal, ha esultato dopo il match point – un gran rovescio lungolinea – ballando sul surf come Matheus Cunha (o Cobolli). Ad appena 16 anni (li ha compiuti il 4 maggio) lo statunitense Jordan Lee è il nuovo campione juniores di Wimbledon, dopo una bella finale vinta (4-6 6-4 7-5) rimontando da 2-4 nel terzo set contro il diciassettenne australiano Cruz Hewitt, figlio d’arte. Jordan, grande appassionato di calcio e del rapper Drake (tennisticamente vorrebbe avere il dritto di Fonseca) si allena in Florida, a Orlando, dove è stato seguito anche da mamma Tina, responsabile dell’accademia di eccellenza tennistica presso il campus nazionale della federazione Usa. Due anni fa, a Wimbledon, fu finalista nel torneo Under 14, nel 2025 ha contribuito alla vittoria degli Usa nella Coppa Davis junior, quest’anno ha ottenuto il suo primo punto ATP (secondo “2010” a riuscirci dopo l’amico e connazionale Antonius). A Londra ha superato le qualificazioni, nel tabellone principale era il più giovane, eppure Jordan ha sbaragliato il campo, lasciando per strada solo due set in sei incontri. L’ultimo statunitense a vincere Wimbledon era stato, nel 2021, Samir Banerjee, che poi ha preferito dividersi tra il tennis e lo studio (si è da poco laureato a Stanford) e attualmente, a 22 anni, è numero 418 della classifica. Giureremmo che tra sei anni il nostro Jordan Lee sarà molto più in alto in classifica.