La leggenda serba ha evidenziato quanto sia stato importante l’aiuto di ‘Ljubo’ nei primi anni della sua carriera professionistica

Novak Djokovic ha sempre avuto l’abitudine di non dimenticare quelle persone che lo hanno aiutato durante la sua lunga carriera professionistica. L’ex numero 1 del mondo continua ad essere un esempio di longevità ed unanimemente annoverato fra i migliori atleti di tutti i tempi, ma non è stato facile capire quale strada intraprendere quando era giovanissimo. Il serbo non era visto come un predestinato quando ha mosso i suoi primi passi nel tour e ha avuto bisogno dei consigli giusti per effettuare il definitivo salto di qualità.
In una recente intervista a SportKlub, il 24 volte vincitore Slam ha evidenziato quanto sia stato importante l’aiuto di Ivan Ljubicic nei primi anni della sua carriera: “Ero davvero giovane e non capivo quasi nulla. Non avevo idea di quale racchetta utilizzare, quali corde, quanto dovesse pesare la racchetta, niente di niente. Ho appreso tutto lungo il percorso. Essendo un tipo mingherlino che proveniva da una nazione come la Serbia, mi sono dovuto guadagnare il rispetto della gente a suon di vittorie.”
Nole ha proseguito: “Ivan mi ha preso sotto la sua ala, aiutandomi e guidandomi durante quella fase di apprendimento. Mi ha spiegato come interagire con i media e come comportarmi con le persone che avevo intorno. Il consiglio più importante che mi ha dato è stato quello di rimanere sempre fedele a me stesso e di mantenermi autentico.” Il destino ha voluto che ‘Ljubo’ sia poi diventato il coach di Roger Federer, uno dei principali rivali di Djokovic insieme a Rafael Nadal e Andy Murray. A 39 anni, il veterano di Belgrado sta ancora inseguendo il suo 25° titolo Slam in carriera e ha raggiunto sei semifinali negli ultimi sette Major disputati. Di recente, la sua corsa a Wimbledon è terminata in semifinale contro il nostro Jannik Sinner.

