Il tennista tedesco sembra aver cambiato passo in questo 2026, e la seconda parte di stagione potrebbe consacrarlo definitivamente a terzo incomodo tra Sinner e Alcaraz

Foto di Ray Giubilo

Da quando Jannik Sinner e Carlos Alcaraz sono saliti in cattedra, dominando il circuito ATP, è partita la caccia al famoso ‘terzo incomodo’. Prima Fonseca, poi Mensik, poi ancora Jodar e a tratti anche Djokovic. E mentre ogni settimana c’era un nuovo nome, Alexander Zverev nel silenzio dei media metteva in piedi una stagione che – fino a questo momento – è assolutamente da incorniciare. Su undici tornei disputati in ben sei occasioni è arrivato in semifinale, in due occasioni – Madrid e Wimbledon – si è arreso solo in finale, ma soprattutto a Parigi ha conquistato finalmente il primo Slam della carriera. Uno score di 44 vittorie e 11 sconfitte fino a questo momento, 6.540 punti nella ‘Race’ e seconda posizione nel ranking sottratta a Carlos Alcaraz.

Il bello però, per Zverev, arriva proprio adesso. Se è vero che la prima parte di stagione è stata entusiasmante e ricca di successi, è altrettanto vero che il tedesco ha giocato tanto, ed è stato costantemente sotto pressione. Una situazione a tratti inedita, e che lo chiamerà a fare gli straordinari in questa seconda parte del 2026, onde evitare un pericoloso passaggio a vuoto. Da qui alla fine dell’anno sono 1.980 i punti da difendere – più della metà scadranno tra Montreal e US Open – e il margine per fare meglio è sicuramente ampio.

L’incognita principale, oltre alla tenuta fisica e nervosa di Sascha, sarà anche valutare come i tanti rientri potranno alterare gli equilibri del tour. Non soltanto Alcaraz – che pure non si conosce la data del suo possibile ritorno in campo – ma nelle prossime settimane torneranno in campo anche giocatori come Holger Rune e Lorenzo Musetti. In questi mesi Zverev è cresciuto notevolmente sul piano del gioco e su quello della personalità, sarà ora interessante capire se riuscirà a mantenere questi risultati anche con il ritorno in campo di alcuni protagonisti fino ad ora assenti. A Montreal, senza Sinner, Alcaraz e Djokovic, è uno dei principali favoriti per la vittoria finale, l’ennesimo esame di una stagione che ha consegnato al pubblico una nuova versione di Zverev.