19 November 2020

Djokovic: "Atp non vuole Ptpa. Tutti scrivono che sono ipocrita ma ci sono abituato"

Un gruppo di giocatori aveva chiesto a Nole e Pospisil di tornare nel Council ma l'Atp ha imposto una nuova regola che taglia i fuori i fondatori della Ptpa

Foto Ray Giubilo 

Dalla sconfitta in campo contro Medvedev alle Finals di Londra a quella 'politica' contro l'Atp. Novak Djokovic prova a far luce sulle vicende extra-campo delle ultime 48 ore: il serbo, assieme a Vasek Pospisil, aveva dato vita ad agosto alla PTPA, un'associazione nata con lo scopo di difendere i diritti dei giocatori. "In tanti ci avevano chiesto di dimetterci dal Council dell'Atp - spiega il numero 1 al mondo nelle dichiarazioni riportate da Tennis Majors - Non ci vedevo e non ci vedo nessun conflitto, ho provato a spiegarlo ma alcuni non lo hanno capito per interessi personali. Io e Vasek abbiamo scoperto qualche giorno fa che una un gruppo di giocatori aveva chiesto di accettare nuovamente la nomina del Council. Lo abbiamo fatto volentieri, significa che abbiamo svolto un buon lavoro. Non siamo noi ad averlo chiesto, come è stato riportato sui media. Sono giochi politici che si svolgono dietro le quinti ma è importante scrivere che Novak è un ipocrita. Capita spesso che le mie parole vengano distorte, ci sono abituato e mi spinge a continuare ciò che sto facendo". L'Atp, però, ha imposto una nuova regola secondo la quale non si può far parte del Council da membri di qualsiasi altra organizzazione. "Volevo collaborare con loro ma l'Atp ha lanciato un messaggio chiaro su cosa pensa della Ptpa. Ancora una volta è andata contro la volontà mia, di Pospisil e di un nutrito gruppo di giocatori", conclude Djokovic.

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