Tante qualità hanno permesso all’altoatesino di conquistare i due tornei negli Stati Uniti

È destino dei grandi campioni smuovere montagne di numeri ogni volta che starnutano. Vincendo il Sunshine Double, Jannik Sinner ha fatto assai di più di un semplice colpo di tosse e puntuale come l’influenza, un ginepraio di aride cifre ha lasciato campo a qualche riflessione concepita da anima e corpo.
Apprendiamo così che, senza perdere un solo set, tra Indian Wells e Miami, il nostro eroe ha mantenuto un invidiabile ruolino di marcia intascando il 57% dei punti giocati. Sembra l’uovo di Colombo ma il dato fa dell’atesino un giocatore di grande rendimento, poco incline a cedere il passo.
Nel cammino verso la vittoria, doti di grande freddezza sono emerse anche da un colpo d’acchito che ha sommato un totale di 121 ace, 15 dei quali rifilati, cadauno, a Fonseca, Michelsen e Medvedev, nell’attimo in cui i rispettivi match andavano salendo d’intensità. Ma non di soli ace ha brillato il colpo delegato a segnare la sorte dei punti. Ad esso si deve la grande pressione operata dall’atesino sul resto del gioco, preceduto da percentuali oscillanti tra il 60 e l’80%. Un controllo del gesto, fruttato al fresco vincitore del doppio appuntamento americano, dall’80 al 90% dei punti avviati dal colpo.
Doti di grande determinazione, confermate anche nei 6 tiebreak disputati e vinti contro Zverev, Michelsen e Fonseca, quando le circostanze hanno richiesto alla prestazione un ulteriore incremento delle rispettive qualità competitive.
E con la grande affermazione ecco spuntare quel calcolo delle probabilità tanto caro a Blaise Pascal. Un rompicapo secondo il quale se una cosa va per un verso potrebbe accadere che un’altra vada per l’altro.
Insomma dopo la gioia del risultato ecco arrivare tutta una serie di aspettative messe un moto da tutti meno che dall’interessato il quale vuole semplicemente continuare a evolversi giacché, a dispetto dei volenterosi numeri, considera il resto sempre in agguato dietro l’angolo!
Quando, appena un mese fa, il caravanserraglio del tennis pro era giunto nel deserto californiano, per molti aficionados, Jannik Sinner era un giocatore in forte crisi, uscito con le ossa rotte da una semi a Melbourne e un’uscita precoce a Doha.
La magnifica doppietta appena consumata tra la west and east coast del grande continente, ha messo tutto a tacere e chissà chissà che in futuro il buon senso non ci induca a prudente riflessione prima di gridare ancora ‘ al lupo al lupo’.

