Nel Challenger di Samsun, Debru torna e vince il primo titolo dopo un lungo stop, che lo aveva visto volare negli Stati Uniti per studiare all’università dell’Illinois

Gabriel Debru, chi era costui? Francese di Grenoble, classe 2005, allievo a Bordighera di Piatti, ex campione junior al Roland Garros – e finalista subito dopo a Wimbledon, quattro anni fa – lo ricordavamo vittima di un bruttissimo infortunio al polso destro, seguito, dopo un timido tentativo di ritorno in campo ed una dolorosa ricaduta, dalla decisione di prendersi una pausa dal tennis “vero” e di volare negli Stati Uniti, all’università dell’Illinois. Ieri, al suo primo torneo nel circuito dopo più di un anno (ed una qualificazione mancata a Houston a marzo), ha vinto il Challenger di Samsun, in Turchia, giocato sul cemento. Un successo sofferto – quattro partite su cinque si sono concluse al terzo set – che rivelano però la volontà di rientrare nel Tour dell’ex 233 del mondo. «Ho passato dei momenti molto duri negli ultimi diciotto mesi – ha detto ieri Gabriel – sono ripartito da zero ma giocando i tornei NCAA negli Stati Uniti ho ritrovato l’amore per il tennis. Il mio gioco è migliorato ma soprattutto mi sento maturato come uomo e vedo le cose in maniera differente. Il rientro vincente? Emozione pura». Debru, che durante i cambi di campo deve ancora aiutarsi con il ghiaccio per prevenire nuovi problemi al polso, si è presentato in Turchia senza classifica ATP, ma i 50 punti che ha guadagnato vincendo gli permetteranno di rientrare tra i primi settecento del ranking. «Non era facile ritrovare le motivazioni, tornare ad essere competitivi – ha detto il suo allenatore, il toscano Luca Vanni, ex numero 100 ATP – per Gabriel gli Usa sono stati una vera esperienza di vita». Tanto importante da spingere il ventenne francese a tornare a studiare negli Usa per qualche settimana, ma questa volta in Texas. Riprenderà a giocare il circuito in autunno.

