Il tennista azzurro può recriminare per l’Estoril, un torneo che ha portato anche grande delusione.

ESTORIL – Lascia Estoril con molti rimpianti Luciano Darderi e chiude così la ministagione estiva sulla terra senza i titoli che l’avevano impreziosita lo scorso anno. Alle vittorie di Bastad e Umago del 2025, quest’anno hanno fatto riscontro la finale in terra di Svezia persa contro Andrei Rublev e la semifinale in Portogallo, ceduta ad Alexander Blockx dopo aver avuto diverse occasioni, sia nel secondo sia nel terzo set, per portarla a casa.
A Bastad, dice Darderi, che con la sconfitta al Millenium Estoril Open ha perso l’occasione per rientrare immediatamente nei primi 20 del ranking, “ero troppo nervoso. Venivo da una semifinale molto lunga e poi ho perso un po’ il controllo”. A Estoril, il problema è apparso anche in questo caso più mentale che tecnico, quest’ultimo aspetto indubbiamente falsato (sia per l’italiano sia per il belga, come ha detto lo stesso Blockx a fine incontro) dal vento che ha spazzato il Millenium Stadium a folate, ma quasi ininterrottamente. Il fatto di aver lasciato sul campo tante chances, una volta in vantaggio, la dice lunga invece sul fatto che il giocatore nativo di Villa Gesell in Argentina abbia avuto delle cadute di concentrazione nei momenti decisivi. Il contrario di quello che era successo contro il portoghese Jaime Faria nei quarti: lì, ha detto Darderi, era stato lui a farsi prendere dai nervi sui punti importanti.
Vista nel complesso del 2026, la stagione del numero 4 d’Italia sulla terra, sua superficie di elezione, non può essere considerata affatto negativa. Sono sei i tornei in cui ha raggiunto almeno la semifinale, compresa la vittoria a Santiago del Cile e le finali a Buenos Aires e a Bastad, con la perla della semifinale agli Internazionali d’Italia a Roma, dove ha ceduto solo a Casper Ruud. Semmai, resta il rammarico del Roland Garros, dove è uscito al secondo turno a opera di Francisco Comesana, un giocatore più che alla sua portata. In complesso, resta il record di 22 vittorie sulla terra battuta nel 2026, più di ogni altro giocatore del circuito (Alexander Zverev, campione a Parigi, ha raggiunto quota 20, ovviamente con ben altro peso).
Darderi parte per il “giro” sul cemento americano (già questa settimana è iscritto a Los Cabos) con vista sugli US Open, con la consapevolezza del suo livello, ma anche – inevitabile il confronto con il suo team – della necessità di mettere a punto diversi aspetti del suo gioco e dell’approccio mentale. Con la finale fra Blockx e il francese Luca Van Assche, entrambi per la prima volta all’atto conclusivo di un torneo del circuito maggiore, va in archivio anche l’Estoril Open, restituito quest’anno alla sua dignità di ATP 250 dopo un anno di purgatorio fra i challenger, e spostato per la prima volta appunto nella breve stagione estiva di questa superficie compresa fra Wimbledon e il cemento americano.
Stagione che comprende, curiosamente, tutte località di tradizione vacanziera d’élite, come, oltre a Estoril, Kitzbuhel, Bastad, Gstaad. Il che favorisce l’afflusso di turisti, oltre che del pubblico locale. Molto ben organizzato e gradito ai giocatori, l’Estoril Open nella nuova collocazione del calendario è diventato anche un evento “social” ambìto prima delle ferie agostane. La costa atlantica d’estate è però molto ventosa con un vento spesso irregolare, caratteristica che attrae windsurf e kitesurf da tutta Europa, ma non necessariamente aggrada i tennisti.


