Le parole di un Luciano Darderi stremato al termine della battaglia contro Rafael Jodar, terminata alle due di notte e che vale la prima semifinale in un ‘1000’

ROMA – Nonostante siano le 2:25 del mattino, nella ‘pancia’ del Centrale del Foro Italico c’è una zona mista affollatissima, in attesa che arrivi Luciano Darderi, reduce da una battaglia infinita contro Rafael Jodar decisa soltanto dopo tre ore di partita. Per ‘Luli’ è la prima semifinale in un Masters 1000, ma la sensazione è che a restituire ancora più valore è come questa vittoria è arrivata, soffrendo e lottando su ogni palla. “Oggi è stata davvero una lotta – racconta ai microfoni di Sky Sport – dopo il secondo set non pensavo mai di poterla vincere. Sono andato game su game, palla su palla e ho cercato di lottare. Nel terzo set ho spinto un pochino di più, fisicamente stavo bene e l’ho vinta lì”.
Quando arriva il momento delle domande per i giornalisti, la prima osservazione è che bisogna aggiornare la voce ‘vittoria più importante della carriera’, che lui aveva detto essere quella ottenuta con Zverev. “Quella di oggi è stata diversa rispetto a quella con Sascha, la semifinale è un traguardo di livello”. Poi i complimenti a Jodar, che ha sorpreso tutti – e per primo Darderi – per come è rimasto nel match. “Lui è davvero un mostro, gioca benissimo e ha soltanto 19 anni, avrà un futuro pazzesco e per questo sono ancora più contento della mia prestazione. Quando ha la palla in mano fa davvero male perché è un giocatore di livello“.
Infine non poteva mancare la domanda sulle racchette, cambiate di continuo soprattutto all’inizio dell’incontro. “Gli incordatori sono bravi – dice ridendo, nda – non è facile sopportarmi. All’inizio non trovavo la tensione giusta per via dell’umidità, sono partito con 25 e sono poi andato a scendere con il passare del tempo. L’unica soluzione è trovare la sensazione migliore, e puoi farlo solo cambiando le racchette”.

