Tra specialisti ed ex vincitori del torneo: ecco chi potrebbe ribaltare i pronostici in entrambi i tabelloni

Foto Ray Giubilo

Non c’è più l’erba di una volta, ma i prati di Wimbledon continuano a garantire quelle sorprese che hanno fatto la storia e la fortuna di questo torneo. Domani il sorteggio, ecco le principali mine vaganti da evitare nei primi turni, tra i giocatori esclusi dalle teste di serie (in parentesi il numero di classifica, ATP o WTA).

MPETSHI PERRICARD (36) – Finora quest’anno non ha combinato granché, con una lunga serie di eliminazioni al primo turno e l’unico successo ottenuto nel Challenger di Bordeaux, sulla terra. Però un anno fa il francese dal gran servizio – primo tra gli esclusi dalle teste di serie – da ventenne ancora poco conosciuto era arrivato a Londra fino agli ottavi, come lucky loser, battendo anche Korda. E chissà che l’erba di Wimbledon non lo svegli.

HURKACZ (39) – Il polacco che chiuse la carriera a Wimbledon di Federer – erano i quarti del 2021, poi perse da Berrettini – continua a essere tormentato dai problemi fisici. Sull’erba nel 2025 ha giocato (e vinto, contro Bautista Agut) solo una partita a Hertogenbosch prima di ritirarsi, ma se sta bene può diventare pericolosissimo.

FEARNLEY (51) – Lo scozzese di Edimburgo se la cava benino su tutte le superfici, non ci stupirebbe un suo exploit a Londra, dove un anno fa fece sudare a Djokovic la vittoria nel secondo turno (finì 7-5 al quarto set). E a Eastbourne ha dato 6-2 6-2 a Cobolli. Tra gli atleti di casa, Norrie (61) sembra lontano da quel giocatore che fu semifinalista tre anni fa, attenti magari a Evans (170), che ha appena battuto Paul.

OPELKA (72) – Il gigante del Missouri si sta riprendendo a fatica dopo due anni buttati via a causa degli infortuni all’anca e al polso. Quest’anno è stato finalista a Brisbane (ritirandosi dopo un set…) e semifinalista a Hertogenbosch e torna a Wimbledon dove non gioca dal 2022. Al massimo a Londra vanta il terzo turno del 2019 però ritrovarsi contro il suo servizio all’inizio del torneo può fare paura anche ai grandi.

CILIC (85) – A 36 anni abbondanti il guerriero croato vuole prendersi le ultime soddisfazioni dopo i problemi al ginocchio che gli hanno fatto praticamente perdere le ultime due stagioni. Nel 2025 ha vinto due Challenger, l’ultimo una settimana fa a Nottingham, sull’erba. A Wimbledon fu finalista nel 2017, cedendo solo a Federer in finale.

RADUCANU (38) – Nel 2021, il grande tennis scoprì proprio a Wimbledon l’estro di Emma, che arrivò negli ottavi di finale e due mesi dopo trionfò a Flushuing Meadows. Da quell’incredibile successo – che resta l’unico della carriera – la ventiduenne Raducanu non si è più ripresa, tra infortuni vari e continui cambi di allenatore. Dopo un inizio di stagione senza acuti ma con qualche bella vittoria qui a là, una intera nazione aspetta di poterla esaltare, o in caso di esito negativo, insultarla ancora.

MARIA (45) – Se si giocasse solo sull’erba… Davamo per persa la trentasettenne tedesca, che aveva cominciato la stagione giocando (e vincendo) un torneo Itf per irrobustire una classifica molto sofferente, e invece Tatiana al Queen’s Club ha sbaragliato tutte le avversarie, perdendo solo un set e concedendo le briciole a Rybakina, Keys e Anisimova. Il suo tennis “antico”, tutto giocato in chop, che le aveva regalato tre anni fa una insperata semifinale a Wimbledon, può ancora far male: la aspettiamo con curiosità.

OSAKA (56) – D’accordo, ormai vince poco o niente (l’ultimo trionfo nel circuito risale a quattro anni fa), sull’erba ha raccolto in carriera pochissimo – a Wimbledon solo due terzi turni in appena quattro partecipazioni – ma siamo convinti che mamma Naomi (quattro titoli Slam in bacheca) prima o poi rialzerà la testa. E sarebbe bellissimo che succedesse proprio dalle parti di Chruch Road.

JABEUR (59) – Appena è tornata a calpestare l’erba, a Berlino, l’ex numero 2 del mondo ha subito dato 6-1 6-3 a Paolini. Tanti acciacchi nel suo recente passato, soprattutto l’infortunio alla spalla non le dà pace, quest’anno non ha mai superato i quarti di finale, però la magia di Wimbledon – dove è stata finalista per due anni di seguito, nel 2022 e 2023 -. potrebbe darle una mano.

VONDROUSOVA (73) – Nella vittoria di Berlino, nella settimana scorsa, si è rivista la campionessa che aveva dominato a Wimbledon due anni fa, prima di essere tormentata da infortuni vari, in particolare alla spalla sinistra. In Germania ha battuto Keys e Sabalenka e se la salute l’assisterà il suo gioco delizioso di tagli, tocchi e servizi mancini a uscire può diventare un’arma letale per tante.